05 Gennaio 2026
Sono state riconosciute tutte le 40 vittime della strage di Capodanno di Crans-Montana, in Svizzera. Confermato il bilancio italiano: 6 ragazzi morti, che verranno rimpatriati oggi con voli di Stato. Con il passare delle ore, aumenta la preoccupazione per i feriti, per la maggior parte gravemente ustionati.
Si è conclusa a Crans-Montana l’identificazione formale di tutte le 40 vittime dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno, una tragedia che ha colpito giovani provenienti da diversi Paesi europei e che continua a lasciare una ferita profonda nella comunità locale e internazionale. Tra le vittime figurano sei ragazzi italiani, tutti giovanissimi, il cui rientro in patria è stato organizzato con un volo di Stato dell’Aeronautica militare.
Il C-130 partirà da Sion e atterrerà a Milano Linate, da dove i feretri di Achille Barosi e Chiara Costanzo, entrambi sedicenni, raggiungeranno il capoluogo lombardo. Giovanni Tamburi, anche lui sedicenne, sarà accompagnato a Bologna, mentre Genova accoglierà il corpo di Emanuele Galeppini, che avrebbe compiuto 17 anni a breve. Il volo proseguirà poi verso Roma Ciampino per il rientro di Riccardo Minghetti, 16 anni. L’unica eccezione è rappresentata da Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano: per lei le esequie si svolgeranno in Svizzera. I funerali delle vittime italiane, come annunciato dall’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, saranno a spese dello Stato.
Con l’identificazione conclusa, hanno ora un nome tutte le vittime: tre giovani svizzere, una ragazza con doppia cittadinanza svizzera e francese, tre italiani, una portoghese, una belga, sei francesi e un quindicenne con nazionalità francese, israeliana e britannica. Un bilancio che restituisce la dimensione internazionale di una tragedia che ha spezzato vite tra i 14 e i 33 anni.
Resta alta l’apprensione per i feriti. Undici ragazzi sono già stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano, sette dei quali in gravi condizioni, ricoverati nel Centro grandi ustioni. In Svizzera rimangono ancora tre pazienti in condizioni delicate, costantemente monitorati in attesa di una possibile idoneità al trasporto.
Nel frattempo, la comunità di Crans-Montana ha reso omaggio alle vittime con una messa e una marcia silenziosa, mentre la Svizzera si prepara a osservare una giornata di lutto nazionale. Parole dure sono arrivate dall’ambasciatore Cornado: “Non è stata una disgrazia, ma una tragedia evitabile”, un monito che accompagna il dolore e riapre il tema della prevenzione e della sicurezza.
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