16 Dicembre 2025
Marwan Barghouti Fonte: X @campvolant
La Palestinian Prisoners' Society ha diramato un allarme gravissimo: il Mossad e le forze di sicurezza israeliane avrebbero pronto un piano segreto per "uccidere in carcere" il leader della resistenza palestinese Marwan Barghouthi, detenuto dal 2002 in vari istituti di Tel Aviv in condizioni critiche.
La Palestinian Prisoners’ Society ha lanciato un grave allarme su quello che definisce un “piano estremamente pericoloso” volto a eliminare fisicamente Marwan Barghouti all’interno delle carceri israeliane. Secondo l’organizzazione, l’intensificarsi delle violenze contro il leader palestinese detenuto non sarebbe casuale, ma parte di una strategia deliberata per “sbarazzarsi di lui” mentre è in custodia, evitando il costo politico di un assassinio pubblico.
Amjad al-Najjar, direttore generale dell’associazione, ha dichiarato che le aggressioni contro Barghouti coincidono con la crescita di pressioni internazionali e appelli politici per il suo rilascio. Questa concomitanza, ha spiegato, “riflette intenzioni pericolose all’interno del governo di occupazione” e configura una “violazione palese del diritto internazionale umanitario”. L’organizzazione ha chiesto un intervento urgente delle Nazioni Unite, inclusa l’invio di una commissione indipendente per verificare le condizioni di detenzione di Barghouti, attualmente in isolamento.
Barghouti, figura storica di Fatah e membro del suo Comitato centrale, è detenuto dal 2002 e sta scontando cinque ergastoli inflitti da tribunali israeliani. Nonostante la lunga prigionia, resta uno dei leader palestinesi più popolari e, per molti analisti, un possibile punto di convergenza politica capace di ricomporre divisioni interne e rilanciare una prospettiva di soluzione a due Stati. Proprio questo ruolo lo renderebbe, secondo i suoi sostenitori, una figura “scomoda” per l’attuale governo israeliano.
Le preoccupazioni sono aumentate dopo le accuse diffuse dalla famiglia. Qassam Barghouti, figlio del detenuto, ha riferito su Facebook la testimonianza di un ex prigioniero secondo cui suo padre sarebbe stato brutalmente picchiato, con fratture a costole e dita, denti rotti e parte di un orecchio lesionata. La famiglia afferma di non aver ricevuto alcuna informazione ufficiale sulle sue condizioni di salute.
Il contesto politico aggrava ulteriormente i timori. In passato, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha fatto irruzione nella cella di Barghouti lanciando minacce di morte. Intanto, la presidenza palestinese ha attribuito al governo israeliano “piena e diretta responsabilità” per la sicurezza di Barghouti e di tutti i detenuti palestinesi, invocando un’azione immediata della comunità internazionale prima che, avvertono, “sia troppo tardi”.
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