11 Febbraio 2026
Una crisi senza fine quella di Cuba. Un embargo Usa che dura ormai da 60 anni, la fine del sogno rivoluzionario di Castro e poi la transizione fragile. Oggi il blocco energetico imposto da Washington a fine gennaio con il colpo sferrato al Venezuela, principale fornitore di carburante per l'Avana, rischia di dare il colpo di grazia all'isola caraibica che nel 2025 ha già visto la sua economia contrarsi del 5%. Di fronte al rischio di un drammatico aggravarsi della crisi energetica, gli abitanti dell'Avana cercano di proteggersi: alcuni accumulano riserve di carbone, altri installano pannelli solari. Cuba è ormai un'isola minacciata costantemente dal buio e manca anche l'elettricità. Se da ieri, lunedì, l'aeroporto dell'Avana non è in grado di rifornire gli aerei sebbene le compagnie aeree messicane continuino a garantire i loro voli regolari, oggi è prevista anche un'ondata di blackout senza precedenti per il 64% delle utenze cubane. Attualmente, sei delle sedici centrali termoelettriche operative sono fuori servizio a causa di guasti o manutenzione, tra cui due dei tre maggiori impianti. La scorsa settimana il governo cubano ha annunciato un duro pacchetto di misure di emergenza per cercare di sopravvivere senza petrolio straniero, considerato che l'isola produce appena un terzo del suo fabbisogno energetico. Anche la vendita al dettaglio di gasolio é stata sospesa, la benzina severamente razionata, gli uffici statali hanno modificato i loro orari, il telelavoro è diventato prevalente e i servizi pubblici sono stati ridotti a quelli essenziali.
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