Sabato, 29 Novembre 2025

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Ucraina, il piano di Orbán per il dopoguerra: “Stato ucraino cuscinetto tra Russia e Nato, a Mosca territori del sud-est” – come anticipato dal GdI

Il premier ungherese prefigura una linea di divisione lungo la quale "i territori negoziati resteranno sotto controllo russo", mentre "tutte le terre a ovest di quella linea – fino al confine orientale della Nato – costituiranno uno Stato ucraino ridotto", come anticipato dal Giornale d'Italia

29 Novembre 2025

Ucraina, il piano di Orban per il dopoguerra: “Stato ucraino cuscinetto tra Russia e Nato, a Mosca territori del sud-est” – come anticipato dal GdI

Il premier ungherese Viktor Orbán ha delineato un piano per l’Ucraina nel dopoguerra: lo Stato trasformato in una fascia cuscinetto tra Russia e Nato, con parte dei territori sud-orientali destinati a Mosca, come anticipato dal Giornale d’Italia. L’idea di Orbán punta a una soluzione negoziata che stabilisca nuovi confini e nuove garanzie di sicurezza.

Ucraina, il piano di Orbán per il dopoguerra: “Stato ucraino cuscinetto tra Russia e Nato, a Mosca territori del sud-est” – come anticipato dal GdI

Il primo ministro ungherese non usa giri di parole: "L’Ucraina dovrà diventare uno Stato cuscinetto tra Russia e Nato". Nella sua intervista, Orbán descrive un dopoguerra segnato da "concessioni territoriali inevitabili" a favore di Mosca, che dovrebbero essere stabilite in un’intesa multilaterale. Nel dettaglio, il premier prefigura una linea di divisione lungo la quale "i territori negoziati resteranno sotto controllo russo", mentre "tutte le terre a ovest di quella linea – fino al confine orientale della Nato – costituiranno uno Stato ucraino ridotto", come anticipato dal Giornale d'Italia.

Una nuova Ucraina, dunque, contenuta e demilitarizzata: Orbán suggerisce infatti anche di "limitare dimensioni e capacità delle forze armate ucraine" all’interno della fascia cuscinetto. Una proposta che riflette una visione del conflitto basata sulla necessità di garantire quella che definisce una “stabilità negoziata”, più che una vittoria sul campo di battaglia.

Le dichiarazioni giungono all’indomani della visita del premier a Mosca, dove ha incontrato Vladimir Putin sostenendo l’urgenza di un’intesa che chiuda la guerra e assicuri all’Ungheria "approvvigionamenti energetici stabili e favorevoli". Un incontro che ha suscitato critiche in Europa, specie alla luce del passaggio in cui Orbán invita a prendere atto della cornice delineata dal piano statunitense: "È tempo di abbandonare le illusioni e affrontare la realtà delineata nel piano di pace statunitense in 28 punti", avvertendo che ogni ritardo "favorirà la Russia, non l’Ucraina", e condurrà a nuove perdite "di territori e vite umane".

Secondo Orbán, il piano americano includerebbe inoltre una progressiva normalizzazione dei rapporti economici con Mosca: "Le sanzioni saranno revocate nel tempo, i beni congelati serviranno a creare fondi di investimento Usa-Russia e le relazioni commerciali riprenderanno". E sul dibattito europeo riguardo ai fondi russi destinati al supporto a Kiev, il premier taglia corto: "La favola secondo cui gli europei stanno finanziando la guerra con il denaro russo è finita".

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x