Venerdì, 12 Agosto 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Quad: ecco la parola che può portare alla Terza Guerra Mondiale. Biden arruola l'Asia contro la Cina

Il viaggio blindato del presidente americano in Oriente si conclude con il summit del Quad, la piattaforma che Pechino percepisce come una Nato asiatica volta ad accerchiarla. Così si rischia il conflitto

24 Maggio 2022

Il piano è sempre più inclinato. Mentre ancora infuria la guerra in Ucraina, Joe Biden completa una missione in Asia che avrebbe dovuto concentrarsi su aspetti commerciali e che invece ha svelato ancora una volta il vero obiettivo di Washington, che rientra nella dimensione della sicurezza. E dunque nella dimensione militare, con la Cina che si percepisce accerchiata in Asia-Pacifico così come la Russia in Europa orientale, prospettiva (giusta o sbagliata) che ha facilitato l'invasione e la guerra.

Perché la Nato asiatica di Biden rischia di scatenare un conflitto

Il problema è che se ciò si ripetesse in Asia-Pacifico le conseguenze potrebbero essere ancora più devastanti, vista la potenza di fuoco della Cina ormai chiaramente seconda potenza globale. Nonché per l'interesse molto maggiore degli Stati Uniti in un ipotetico intervento diretto in quel teatro, come palesato da Biden nelle dichiarazioni di ieri su Taiwan e la risposta durissima della Cina di oggi.

C'è una parola precisa che rischia di far inclinare ancora di più quel piano e condurre verso l'irreparabile: Quad. Ma di che cosa si tratta esattamente? Il gruppo "Quad" riunisce Stati Uniti, India, Australia e Giappone, è nato ufficialmente nel 2007 con l'obiettivo principale di contrastare la crescente influenza della Cina nella regione Asia-Pacifico.  Il primo atto importante del Quad è stata un'esercitazione navale congiunta nell'ambito delle manovre di Malabar tra Stati Uniti e India. L'anno successivo l'allora primo ministro australiano Kevin Rudd si ritirò dall'alleanza, non volendo far parte di un gruppo percepito come una sfida aperta alla Cina, che era diventata un importante partner economico per l'Australia.

Un decennio dopo, il Covid ha accelerato la tendenza al rafforzamento del Quad visto che Pechino è entrata in rotta di collisione con tutti gli appartenenti della piattaforma. i violenti scontri al confine tra Cina e India hanno spinto a ricostituire l'alleanza inattiva, insieme alle tensioni sulle isole contese col Giappone Senkaku/Diaoyu e alla guerra commerciale con l'Australia. Tutti e quattro i Paesi partecipano alle esercitazioni di Malabar 2020, facendo apparire il gruppo sempre più come un'alleanza militare. 

Il Quad e la strategia anti cinese di Biden

Biden ha dato un'ulteriore accelerata, organizzando il primo vertice virtuale dei leader del gruppo nel marzo 2021, prima di un incontro di persona lo scorso settembre a Washington. Nel settembre 2021, i quattro leader si incontreranno nuovamente a Washington, consolidando ulteriormente questa alleanza informale. Questa formazione riflette la nuova strategia di Washington di costruire coalizioni di Paesi e istituzioni attorno a esigenze comuni, piuttosto che alleanze militari tradizionali. 

Secondo i quattro Paesi, il Quad non è solo una questione di difesa. I membri del Quad vogliono sviluppare azioni di "soft power" che, provenendo da Paesi democratici, si contrappongano alla Cina autoritaria. Il Covid-19 ha dato al gruppo una nuova ragion d'essere. Nell'ambito del Quad, i quattro Paesi si sono impegnati a distribuire 1,3 miliardi di dosi di vaccino. Altri temi in discussione sono il cosiddetto trasporto marittimo pulito, la lotta al riscaldamento globale e lo sviluppo di un'infrastruttura informatica e internet più sicura.

Ma la realtà dice che il Quad è soprattutto una piattaforma securitaria con protuberanze militare. Una sorta di Nato asiatica, quantomeno nei desideri di diversi funzionari americani, forse anche dello stesso Biden. E così viene percepita anche da Pechino, per questo si rischia grosso. E per questo la Cina sposa la prospettiva russa sull'espansione della Nato in Europa orientale. E c'è chi teme che proprio per i movimenti contrapposti in Asia orientale si rischi una terza guerra mondiale. Molto di più che in Ucraina.

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x