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Chi è Luc Montagnier, moglie, figli, tesi sui vaccini del virologo No-Vax che ha scoperto il virus HIV

Di lui si parla moltissimo da quando è scoppiata la pandemia da Covid: tutto sulla sua vita

10 Febbraio 2022

Luc Montagnier, causa morte del premio Nobel: attenzione alle fake news

Fonte: lapresse.it

Luc Antoine Montagnier è un biologo e virologo francese che nel 2008 ottenne il Premio Nobel per la medicina, dopo aver scoperto il virus HIV. Il suo nome è spopolato in Italia quando è iniziata la pandemia da Covid-19. Lui fu uno dei primi esperti a sostenere che il virus Sars-Cov-2 sarebbe nato in modo artificioso da un laboratorio di ricerca della città cinese di Wuhan durante alcuni studi sulla possibile creazione di un vaccino contro il virus HIV. Scopriamo tutto sulla sua vita e sulla sua carriera.

Chi è Luc Montagnier: biografia e istruzione

Nato a Chabris il 18 agosto 1932 è un biologo e virologo francese. Lui è stato direttore emerito del Centre national de la recherche scientifique e dell'Unità di Oncologia Virale dell'Istituto Pasteur di Parigi. Proprio qui, nel 1983, scoprì il virus HIV con Françoise Barré-Sinoussi. Con questa scoperta, entrambi ottennero il Premio Nobel per la medicina 2008. Il premio fu condiviso con il virologo tedesco Harald zur Hausen, a sua volta premiato per aver dimostrato la connessione tra Papillomavirus e cancro della cervice uterina.

Montagnier si laureò nel 1953 in scienze biologiche. Dopo la morte del padre per tumore decise di iscriversi alla facoltà di medicina e di specializzarsi poi in oncologia. Ottenne il dottorato di ricerca in medicina alla Sorbona nel 1960.

Da quel momento iniziò una lunga carriera in questo ambito ricca di scoperte, ma anche di critiche.

Le discusse tesi di Luc Montagnier su Covid e vaccini

Nel corso della sua carriera, l'esperto ha promosso numerose tesi definite pseudoscientifiche. Gli argomenti principali erano l'AIDS, la cosiddetta memoria dell'acqua (principio alla base dell'omeopatia) e i vaccini. Il suo nome è spopolato soprattutto durante la pandemia di COVID-19. Negli ultimi due anni infatti Montagnier ha sostenuto alcune teorie sull'origine, la diffusione e la prevenzione del virus SARS-CoV-2, spesso criticate dalla comunità scientifica.

Secondo Montagnier il Covid sarebbe nato in modo artificioso da un laboratorio di ricerca della città cinese di Wuhan durante alcuni studi sulla possibile creazione di un vaccino contro il virus HIV. Per sostenere tale tesi, l'esperto citò uno studio pubblicato dall'università di Nuova Delhi nel gennaio 2020. Secondo questa ricerca il genoma del SARS-CoV-2 conterrebbe alcune sequenze presenti anche in quello del virus HIV.

Il virologo sostenne anche che nella diffusione della pandemia avrebbero potuto avere un ruolo anche le frequenze elettromagnetiche della tecnologia 5G, che sarebbe stata recentemente introdotta e diffusa proprio a Wuhan.

Carriera

Luc Montagnier divenne ricercatore presso il Centre national de la recherche scientifique (CNRS) dopo aver terminato il dottorato. Negli anni successivi svolse diversi tirocini in Gran Bretagna presso i centri di ricerca di Carshalton e Glasgow. Proprio qui, isolando RNA a doppio filamento in alcune cellule infettate dal virus della encefalomiocardite, evidenziò un possibile coinvolgimento di sequenze a doppio filamento di RNA come matrice per la replicazione virale.

Dal 1965 al 1972 fu direttore di un laboratorio di ricerca dell'Istituto Curie presso Orsay. Nel 1972 fu nominato capo dell'Unità Oncologica Virale dell'Istituto Pasteur e, nel 1974, direttore del CNRS.

Nel 1982 collaborò alla ricerca sulla possibile causa retrovirale della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). Attraverso una biopsia al linfonodo di uno dei pazienti di Rozenbaum nel 1983, il gruppo di ricercatori guidato da Montagnier fu in grado di isolare il virus, a cui fu dato il nome di LAV (lymphadenopathy-associated virus, ovvero "virus associato a linfoadenopatia").

L'anno successivo un gruppo di studiosi statunitensi confermò la scoperta del virus, ma ne modificò il nome in "virus T-linfotropico umano di tipo III" (HTLV-III). Di lì a poco nacque un'accesa disputa internazionale tra Montagnier e Gallo aulla paternità della scoperta.

Nel 1986 Montagnier riuscì a isolare un secondo ceppo del virus HIV, chiamato HIV-2 e maggiormente diffuso in Africa. In seguito il biologo s'impegnò in progetti di prevenzione dell'AIDS e nella ricerca di un vaccino efficace contro questa patologia. Nel 2008 gli venne assegnato il Premio Nobel per la medicina per la scoperta dell'HIV.

Montagnier si dedicò successivamente a studi di ricerca sulle neuroscienze.

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