Giovedì, 23 Settembre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Afghanistan, donne protestano in piazza ma i Talebani sparano in aria

Le manifestanti: "Oggi l'Afghanistan non è quello che i Talebani hanno governato fino a 20 anni fa. Non abbiamo paura, continueremo la lotta per il nostro lavoro e per uguali diritti"

09 Settembre 2021

Afghanistan, donne protestano in piazza: Talebani sparano per disperdere la folla

Fonte: lapresse.it

Non si fermano le proteste in Afghanistan e, mentre i Talebani impongono alle donne il divieto di praticare gli sport che "espongono" in modo eccessivo "i loro volti e i loro corpi", queste rispondono manifestando per la loro libertà. Nonostante il no dei Talebani, centinaia di persone si fanno coraggio e scendono nelle principali piazze del Paese a protestare. Raduni anche nei pressi dell'ambasciata del Pakistan a Kabul, dove i miliziani - che avevano già "esortato" uomini e donne a tornare a casa - hanno aperto il fuoco nel tentativo di disperdere la folla.

Afghanistan, donne sempre più in pericolo

Dopo la presa di Kabul dello scorso 15 agosto e l'annuncio del nuovo Governo talebano, la situazione in Afghanistan si fa sempre più insostenibile. Però le donne non si arrendono, ma anzi scendono nelle piazze a manifestare. "I Talebani devono capire questo: l'Afghanistan di oggi non è quello che hanno governato fino a 20 anni fa", dice Ramzia Abdekhil, una delle protestanti afgane al quotidiano turco Hurriyet. "Allora - continua - hanno fatto quello che hanno voluto, e noi siamo rimaste in silenzio. Ma adesso non più. Non accetteremo tutto ciò che dicono, non indosseremo il burqa né resteremo chiuse in casa". 

"Continueremo la lotta per il nostro lavoro e per uguali diritti. Nessun governo al mondo dovrebbe riconoscere i talebani, se governeranno come 20 anni fa", aggiunge un'altra giovane ragazza. "Lavoravo in un bar e contemporaneamente studiavo all'università. Quando i talebani hanno preso il potere, il bar ha chiuso e io ho perso il lavoro. Non so se potrò tornare all'università. Prima eravamo libere, potevamo lavorare e uscire da sole. Ma ora siamo chiuse a casa. Siamo preoccupate", racconta invece Sureyya Nesret, un'altra manifestante intervistata dai giornalisti sul posto.

Sanno di essere in pericolo, eppure, non si arrendono nemmeno di fronte agli spari dei Talebani in aria per disperdere la folla. Infine, a confermare l'impegno per le afgane, è l'attivista Maryam Meshel Hashimi: "Quando i Talebani sono arrivati, solo le donne hanno alzato la voce. Ma se gli uomini ci sostengono, possiamo ottenere molto" contro i miliziani, sostiene.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x