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Isis-K, cos'è e chi sono i leader dell'organizzazione terrorista

Isis-k ha rivendicato gli attentati terroristici a Kabul andati in scena giovedì 26 agosto

27 Agosto 2021

isis iraq

L'Isis, o meglio l'Isis-K, ha rivendicato gli attacchi avvenuti nella giornata di giovedì 26 agosto a Kabul, in Afghanistan, costati la vita ad almeno 90 persone, tra cui 12 militari americani. La rivendicazione è arrivata attraverso Amaq, l'organo di propaganda dell'organizzazione terroristica. Ecco di che tipo di organizzazione parliamo, quando parliamo dell'Isis-k, o Iskp, e chi sono i suoi leader.

Isis-K, cos'è e chi sono i leader dell'organizzazione

I primi sospetti dell'attentato erano subito caduti sui membri dello Stato islamico della provincia di Khorasan, gruppo terroristico noto appunto come Isis-K o Iskp. L'allarme sulla possibilità di un attacco era scattato giorni prima e nella stessa mattinata dell'attentato. Secondo Charlie Winter, ricercatore al Centre for the Study of Radicalisation dell'università di Londra, l'aeroporto e le folle in partenza rappresentano "una perfetta riunione di diversi obiettivi" del gruppo: i militari americani, gli afghani filo occidentali e i talebani, che l'Isis-k considera apostati".

Il gruppo è stato fondato sei anni fa nella provincia sud occidentale pachistana del Balochistan, durante un incontro fra due emissari dell'Isis e un gruppo di talebani delusi dai loro comandanti. Allora lo Stato Islamico era nel pieno del suo successo e controllava ampie parti dell'Iraq e la Siria. Il nome di provincia di Khorasan si riferisce a imperi musulmani medioevali in un'area fra parti dell'Iran, l'Afghanistan e l'Asia centrale.

Isis e talebani, non sono la stessa cosa e non sono alleati

L'Isis e i talebani non sono la stessa cosa e inoltre non sono alleati. Lo Stato islamico ritiene che i talebani abbiano abbandonato la fede musulmana, dato che hanno accettato di trattare con gli americani. Li considera troppo pragmatici e non abbastanza rigorosi nell'applicare la legge islamica. In Afghanistan sia i talebani che al Qaeda si sono opposti all'espansione dell'Isis-K, esattamente come avevano fatto il deposto governo di Kabul e le forze occidentali. 

Dal giugno 2020, dopo vari momenti di crisi e un notevole ridimensionamento, il gruppo si è dotato di un nuovo leader, che sarebbe un arabo a differenza dei suoi predecessori pachistani. Da qui una nuova escalation di attentati. Solo nei primi quattro mesi del 2021, la missione Onu in Afghanistan ne ha infatti contati 77, tutti rivendicati o attribuiti all'Isis-K. Questi attacchi sono stati perpetrati contro la minoranza sciita, giornalisti, stranieri, militari e infrastrutture civili. Non è chiaro se ciò significhi un rafforzamento del gruppo o una diversa strategia. All'inizio dell'anno, specialisti d'intelligence avevano segnalato all'Onu che il gruppo stava cercando di reclutare talebani scontenti.

Non dobbiamo poi dimenticare che molti combattenti dell'Isis-K non sono afghani, vengono dal Pakistan, il Tagikistan e l'Uzbekistan. Avrebbero legami con l'Isis in Iraq. 

L'isis-k, ricorda infine il Guardian, rimane impegnato a colpire anche in occidente. I talebani potrebbero cercare di impedirlo, come hanno promesso di fare, ma non è detto che siano in grado. "Quanto territorio di Afghanistan è controllato dai talebani? C'è molto territorio di cui l'Isis può servirsi. Nell'immediato futuro potrebbero voler fare attentati per apparire nelle news", ha commentato Aaron Zelin, del Washington institute for Near East Policy.

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