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Afghanistan, atterrati a Fiumicino gli 85 collaboratori e cittadini in pericolo

A Kabul continua a lavorare la task force per identificare e mettere in sicurezza gli afghani a rischio sotto il regime dei talebani

18 Agosto 2021

Afghanistan, atterrati a Fiumicino gli 85 collaboratori e cittadini in pericolo

Gli ex collaboratori in Afghanistan atterrano a Roma

Sono atterrati alle 16.20 di mercoledì 18 agosto, gli 85 collaboratori e cittadini afghani in pericolo sotto il regime dei talebani. Ad attenderli, all'aeroporto di Fiumicino, l'Esercito italiano e associazioni che si occuperanno di gestire l'accoglienza dei profughi in questi primi giorni di emergenza.

Sarebbero almeno centinaia le persone identificate tra i collaboratori delle Forze armate italiane, tra personale di Ong e cittadini appartenenti a categorie a rischio. A Kabul è operativa la task force militare-civile che si sta occupando di identificare, rintracciare e portare al sicuro le persone che si trovano oggi in pericolo, come confermano fonti dell'Esercito. Lo stesso afferma il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che dichiara: "Il nostro impegno è lavorare con il massimo delle forze per completare l'evacuazione dei collaboratori afghani, degli attivisti e di chi è esposto al pericolo".

Afghanistan, atterrati a Fiumicino gli 85 collaboratori e cittadini in pericolo

Tirano un sospiro di sollievo gli 85 individui afghani che sono riusciti a lasciare il territorio ormai invaso dai Talebani per aver aiutato la missione italiana in questi anni. Un drappello di uomini, donne e bambini che sono partiti da Kabul su un C130J dell’Aeronautica Militare messo a disposizione dalla Repubblica italiana. Dopo uno scalo tecnico, l’aeroplano ha raggiunto il Kuwait, dove i passeggeri sono poi stati trasferiti sul KC 767 che li ha portati infine nel nostro Paese. L'aereo è atterrato alle 16.20 e nello scalo romano di Fiumicino è stata avviata la fase di accoglienza e controllo sanitario secondo le norme di contenimento del Coronavirus. 

Tutti i passeggeri saranno infatti sottoposti al tampone anti Covid da parte della Croce Rossa, con l'aiuto degli operatori sanitarei e dei volontari presenti al Terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino. Per ragioni di sicurezza l'aerea interna ed esterna all'aeroporto è stata messa sotto sorveglianza da parte delle forze dell'ordine.

Afghanistan, i collaboratori afghani sono al sicuro. Giarrizzo: "Portarli via il prima possibile"

Nei prossimi giorni poi, sono previsti altri viaggi, come stabilito dal ministero della Difesa italiano. Inizia così l'operazione "Aquila Omnia", la quale è pianificata e diretta dal Covi Comando Operativo di Vertice Interforze, comandato dal Generale Luciano Portolano. In tutto sono a disposizione del ponte umanitario 7 aerei, 3 KC 767 che si alternano tra l'area di operazione e l'Italia e 4 C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait.

Secondo fonti ufficiali, gli 85 collaboratori afghani atterrati a Roma oggi saranno trasferiti in Abruzzo, in una struttura dell'Esercito che è locata a Roccaraso. Molti di loro entreranno a fare parte del programma di integrazione migranti istituito dal ministero dell'Interno. A gestire le operazioni di evacuazione dei collaboratori afghani stanno intervenendo oltre 1500 militari italiani, che ancora attendono il secondo volo da Kabul. Si esprime a riguardo il colonnello Diego Antonio Giarrizzo del comando operativo di vertice interforze, che a proposito dell'emergenza evacuazioni ha dichiarato: "Vogliamo portarli via il prima possibile. Nell'aeroporto di Kabul ci sono resse all'esterno dei cancelli presidiati dai militari Usa, inglesi e turchi, ma all'interno la situazione è totalmente sicura".

Afghanistan, emergenza migranti: la voce dell'Ue ancora non è chiara

Parole confermate dalle immagini in circolazione in rete in questi ultimi giorni, che mostrano la disperazione dei cittadini afghani di fronte alla possibilità di poter lasciare il paese ora in mano ai Talebani. L'esercito americano ha dovuto puntare le armi contro i civili che tentavano di salire a bordo dei velivoli addetti all'evacuazione. Intervengono anche i Talebani, nonostante l'aeroporto sia presidio degli Stati Uniti, secondo le ultime notizie da Kabul avrebbero infatti aperto il fuoco con spari in aria per disperdere la folla, accalcatasi senza rimorsi nella zona aeroportuale.

Interviene anche il ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini, che assicura: "Il nostro impegno è lavorare col massimo sforzo per completare il piano di evacuazione dei collaboratori afghani, degli attivisti e di chi è esposto al pericolo. L'impegno è massimo da parte della Difesa per evacuare chi ha collaborato con l'Italia". Salvi per ora gli 85 collaboratori, anche se ancora manca a livello europeo una strategia di gestione di questa nuova emergenza che sicuramente influenzerà gli equilibri degli stati membri Ue. 

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