13 Febbraio 2026
Michele Foresti. Fonte: imagoeconomica
Deutsche Bank ha preferito risolvere la causa intentata da Michele Foresti per il caso Mps-Santorini per vie extragiudiziali. La banca tedesca non ha rivelato i termini con cui ha raggiunto l’accordo, ma per la questione i problemi non sono finiti. Deutsche ha infatti ancora aperte diverse cause, tra cui quella con Dario Schiraldi, da 152 milioni di euro.
L’annuncio della conclusione del contenzioso tra Foresti e Deutsche è arrivato nella mattinata del 13 febbraio. Riguarda il caso Mps, in particolare la cosiddetta operazione Santorini. Diversi banker, dopo essere stati assolti con formula piena, hanno fatto causa a Deutsche per ottenere i danni per il trattamento ricevuto.
Quella intentata da Foresti però non andrà a processo. La banca e l’ex banker hanno concluso un accordo extragiudiziale i cui estremi non sono stati rivelati. Ai tempi dell’avvio dell’inchiesta su Mps, nel 2013, Foresti era uno dei maggiori banchieri di Deutsche.
La causa promossa da Foresti, alla quale avevano aderito altri banker come Ivor Scott Dunbar, Matteo Angelo Vaghi e Marco Veroni, era stata intentata a Londra dopo la sentenza d’appello del Tribunale di Milano che li aveva esonerati da responsabilità.
L’accusa alla banca era quella di aver fornito agli inquirenti documenti manipolati sulla vicenda Mps. Sarebbe stata quella la ragione per cui sarebbe arrivata la condanna in primo grado per i banker.
Quella di Londra non è però l’unica causa nata dal processo. Dario Schiraldi, il sesto ex imputato a Milano, ha infatti deciso di avviare una causa in Germania e andrà a processo. Chiede 152 milioni di euro di risarcimento danni.
Deutsche Bank ha risposto alle accuse dichiarando che la posizione di Foresti era molto diversa da quella degli altri banker. Le accuse, secondo Db, sarebbero infondate e il colosso della finanza si difenderà “vigorosamente” in tribunale.
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