04 Febbraio 2026
Fonte: imagoeconomica
L’Antitrust ha inflitto una multa complessiva di 9 milioni di euro a Vacaciones eDreams S.L., eDreams International Network S.L. ed eDreams S.r.l. Al centro dell’indagine portata a termine dall’Agcm ci sarebbero i cosiddetti “dark patterns”, design web studiati per manipolare gli utenti utilizzando soprattutto pressione e bias.
L’Agcm, l’autorità che si occupa della concorrenza, comunemente detta Antitrust, ha inflitto al sito internet di viaggi e prenotazioni eDreams una multa di 9 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette.
La ragione di questa sanzione è legata al modo in cui eDreams presentava il proprio abbonamento Prime, cercando di convincere gli utenti a sottoscriverlo. L’azienda avrebbe utilizzato i cosiddetti dark pattern, tecniche che utilizzano pressione psicologica e bias cognitivi per convincere gli utenti.
Alcune delle tecniche utilizzate erano evidenziare un supposto “numero limitato” delle offerte per l’abbonamento Prime, informazioni ingannevoli sull’abbonamento stesso, la selezione automatica di un’opzione più costosa rispetto a un’altra per spingere all’acquisto, e soprattutto una prova gratuita fasulla con addebito immediato dell’abbonamento annuale.
Tutte, tecniche che hanno portato, insieme all’ostacolo del recesso dall’abbonamento, alla multa decisa dall’Antitrust. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha reagito positivamente alla notizia, in un comunicato diramato dall’associazione:
"Finalmente una sanzione significativa e non una moral suasion. Inoltre, era ora che si intervenisse contro queste tecniche studiate appositamente per manipolare le scelte degli utenti e condizionarli indebitamente, facendo ad esempio indebite pressioni. Ora ci aspettiamo altre condanne contro chi inganna il consumatore facendogli credere che ha pochi secondi per poter decidere o che fingono che sia rimasto un solo bene o servizio a disposizione, così da generare un senso di urgenza e indurre all’acquisto, strategie purtroppo molto diffuse".
L’associazione ora chiede un rimborso per tutti i consumatori coinvolti nelle tecniche giudicate ingannevoli.
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