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SACE Mappa dei rischi 2022, Latini: "Diffusa stabilità nei livelli di rischio di credito globale"

Pierfrancesco Latini, AD di SACE: "Il 2022 sarà un anno caratterizzato ancora da rischi significativi, in particolare politici, soprattutto alla luce del conflitto russo-ucraino. La strategia per l’internazionalizzazione delle imprese deve tenere conto, quindi, delle criticità sotto il profilo multidimensionale dei rischi e anche delle opportunità offerte dalla transizione energetica"

03 Marzo 2022

Sace presenta la Risk Map 2021, Latini: 'Nessuna ripartenza senza economia sostenibile'

Pierfrancesco Latini, AD di Sace

Il contesto macroeconomico globale è in fase di progressivo consolidamento e prosegue la crescita del commercio internazionale di beni, che è tornato su volumi superiori a quelli pre-crisi. Ma i rischi all’outlook globale restano comunque significativi. A due anni dalla diffusione della pandemia, le dinamiche di ripresa dei Paesi, sia avanzati sia emergenti, riflettono anche l’andamento delle campagne vaccinali.

È la fotografia scattata dal Focus On sulla Mappa dei Rischi 2022 - “Rischi (in)soliti per tempi insoliti: il mondo nel 2022” di SACE, il cui mappamondo interattivo online, giunto quest’anno alla XVI edizione, delinea i profili di rischio per le imprese che esportano e operano in 194 mercati esteri. Uno strumento che per il secondo anno consecutivo si avvale di un set aggiornato di indicatori che valutano, insieme ai tradizionali fattori di rischio di credito e rischio politico, anche aspetti di sostenibilità ormai imprescindibili, definiti in collaborazione con la Fondazione Enel: cambiamento climatico, benessere sociale, e transizione energetica.

La Mappa evidenzia una generale stabilità del quadro dei rischi del credito globali, senza mostrare tuttavia l’auspicata inversione di tendenza dopo i marcati incrementi dello scorso anno. Continua, infatti, a pesare la dinamica di crescita del debito a livello globale degli ultimi anni, accentuata dalle necessità di spesa legate all’epidemia, la cui sostenibilità può, specie in alcuni Paesi emergenti, essere messa in discussione in una fase di riorientamento delle politiche monetarie. Sotto il profilo dei rischi politici si registra un ulteriore peggioramento rispetto al 2021, soprattutto nella determinante della violenza politica in alcune aree emergenti.

"La Mappa dei Rischi di SACE rappresenta una bussola a supporto delle imprese italiane per orientarsi in un contesto internazionale, oggi più che mai, sempre più fluido e incerto. Sono passati due anni dall’inizio della pandemia e il contesto macroeconomico globale è in progressivo miglioramento, seppur in maniera differenziata tra i Paesi – ha commentato Pierfrancesco Latini, Amministratore delegato di SACE - Tuttavia il 2022 sarà un anno caratterizzato ancora da rischi significativi, in particolare politici, soprattutto alla luce del conflitto russo-ucraino. La strategia per l’internazionalizzazione delle imprese deve tenere conto, quindi, delle criticità sotto il profilo multidimensionale dei rischi e anche delle opportunità offerte dalla transizione energetica. In questo modo le nostre imprese potranno continuare a crescere sui mercati in maniera competitiva, sana e sostenibile”.

Risk Map 2022 di SACE, Alessandro Terzulli: "Sostanziale stabilità ma non c'è inversione di tendenza rispetto al 2021"

VIDEO-SACE, Alessandro Terzulli: "Il conflitto russo ucraino avrà varie conseguenze sulle imprese italiane"

Alessandro Terzulli, Chief Economist SACE, in occasione della presentazione della Risk Map 2022, ha affermato a Il Giornale d'Italia: "Anche nell'edizione 2022, la sedicesima, la nostra mappa dei rischi ha l'obiettivo di fornire una bussola alle imprese italiane esportatrici per individuare i rischi di diversa natura che possono trovare nelle diverse geografie".

"Le principali novità di quest'anno? Per quanto riguarda il rischio del credito, di un mancato pagamento, c'è una sostanziale stabilità: non c'è un ulteriore aumento del rischio del credito. L'aspetto negativo è che non c'è una forte inversione di tendenza dopo il forte peggioramento che ha caratterizzato alcuni Paesi nel 2021. Questo è un punto da tenere in considerazione con riferimento soprattutto ai rischi del rischio corporate, ossia verso società non finanziarie".

"Nel 2022 avverrà un consolidamento della crescita, segnato dall'eredità degli interventi fiscali e monetari fatti durante la crisi pandemica. Questi hanno fatto bene alla crescita delle economie ma è inevitabili che siano delle ricadute sul debito. Questo non vuol dire che ci sarà un generale fallimento in questo ambito, ma sicuramente occorre cautela. Soprattutto in un momento in cui, dopo l'aumento dei tassi da parte della Fed nel 2018, le condizioni finanziarie globali stanno cambiando. Probabilmente nei prossimi giorni vedremo degli ulteriori rialzi e, in particolare per i Paesi emergenti, un maggior costo del debito potrebbe portare a delle insolvenze. Il consiglio è di continuare a cercare queste controparti sui mercati esteri ma selezionando con attenzione".

"Tra i rischi ovviamente ci sono anche quelli politici. Purtroppo, rispetto allo scorso anno, vediamo un peggioramento a causa della crescita della violenza politica. Il conflitto russo ucraino avrà varie conseguenze sulle imprese italiane. Prima di tutto in Russia, dal punto di vista del credito e dei rischi politici. In seguito alle sanzioni occidentali, la Banca Centrale Russa ha dovuto aumentare i tassi di interesse dal 9,5 al 20% e il rublo si è deprezzato del 50% sul dollaro. È chiaro che le conseguenze economiche non si abbatteranno solo sulla Russia ma anche sui suoi principali partnership economici".

"Ancora prima della guerra, stavamo vivendo un aumento dei prezzi delle materie prime dovuto a uno squilibrio di domanda e offerta dopo lo shock pandemico. Chiaramente la crisi derivata dal conflitto si somma a quest'ultima, portando i prezzi di alcune commodities come il gas naturale. Alcuni governi stanno cercando di attuare misure per contrastare l'aumento delle bollette energetiche".

"C'è poi il settore commerciale. La Russia nel 2021 ha rappresentato per l'Italia 7,7 miliardi di export. Non è una cifra enorme rispetto ai 516 miliardi di export complessivo però la Russia è il 14esimo mercato di riferimento per l'Italia. L'export verso la Russia non si azzererà, però chiaramente subirà delle conseguenze forti nel 2022 in seguito a questa escalation. C'è l'export di servizi che fondamentalmente vuol dire turismo in un contesto com'era quello pre pandemico in cui il turista russo cresceva in termini di presenze e di capacità di spesa in Italia e quindi ci sono vari canali. La sintesi è che per l'Italia, ma anche per tutta l'area dell'euro, ci sarà una minore crescita di quella che si poteva prevedere nel 2022 in un contesto in cui la ripresa continuerà, non si fermerà, non ci sarà un'inversione di tendenza. Sarà minore rispetto alle stime di inizio anno, quindi rallentamento rispetto alla crescita prevista ma non arresto di questa crescita e questo sarà importante anche in base alle leve fiscali monetarie che i vari paesi intraprenderanno per fare in modo che la ripresa in corso non si fermi", conclude.

Enel Foundation, Carlo Papa: “A Glasgow si è parlato di combustibili fossili in maniera chiara, oggi siamo coscienti delle possibilità che ci dà la transizione energetica”

"Dalla conferenza di Glasgow ci siamo portati tre cose che ci sono utili anche ora -  ha detto Carlo Papa, Managing Director di Enel Foundation - Ci sono stati dei progressi certamente non radicali ma incrementali sui cambiamenti climatici, che ci fanno ricordare l’essenzialità della diplomazia. Possiamo certamente pungolarla per avere risultati più importanti ma non possiamo né relativizzare né escludere. Il secondo punto è l’immagine di delegazioni governative e istituzionali più composite. Anni fa avreste visto solo il ministro dell’energia o il ministro dei cambiamenti climatici: quest’anno c'erano anche ministri dell’educazione e banchieri centrali, che si sono posti il problema di quanto il clima e il benessere siano argomenti strettamente legati tra di loro. Come ultimo, per la prima volta si è parlato di combustibili fossili in maniera chiara alla conferenza di Glasgow, immaginando quello che può essere il percorso sul carbone e sul gas. Mai come oggi siamo coscienti che le possibilità concrete che ci dà la transizione energetica possono aiutarci a riconsiderare nuovi equilibri geo-politici e a raggiungere l’indipendenza dalle disponibilità delle commodities fossili .”

Pil mondiale, nel 2022 attesa crescita del 4,2%

Dopo il forte rimbalzo del Pil mondiale nel 2021 (+5,8%, ben oltre la contrazione del 3,5% registrata nel 2020), nel 2022 la crescita è attesa al 4,2%. Nonostante il contesto sia stato condizionato dal protrarsi dell’emergenza sanitaria, la

progressiva implementazione dei programmi vaccinali ha consentito l’adozione di misure di contenimento dei contagi più circoscritte e limitate, rispetto a quelle generalizzate adottate all’apice della crisi, che hanno avuto un impatto negativo relativamente più contenuto sull’attività economica globale.

Commercio mondiale, nel 2022 attesa crescita del 4,8%

La ripresa dell’attività economica mondiale è stata trainata da solide condizioni di domanda a cui si sono contrapposte criticità dal lato dell’offerta. Tali squilibri hanno generato pressioni al rialzo sui prezzi. Nonostante le difficoltà delle catene di fornitura globali, a cui si sommano prezzi dei beni energetici ancora elevati, il volume di scambi internazionali di beni è in forte espansione. Il volume del commercio mondiale di beni è andato oltre il recupero della perdita dello scorso anno, superando i livelli pre-pandemici e, nel 2022, è atteso crescere del 4,8% (dopo il +11% in media stimato per il 2021), mentre per i servizi la crescita prevista di circa il 15% non consentirà il pieno recupero della “perdita” del biennio 2020-21. Sullo sfondo di questo scenario in cui resta un clima di incertezza ancora elevata, non passano inosservati l’aumento della povertà e delle disuguaglianze sociali e acquistano sempre più rilevanza le tematiche relative alla lotta al cambiamento climatico e alla connessa sfida della transizione energetica.

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