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Pier Carlo Padoan (Unicredit): "Forza istituzioni bancarie fondamentale per superare crisi Covid"

Pier Carlo Padoan, Presidente di Unicredit, è intervenuto nel seminario dell'Università La Sapienza "La Facoltà di Economia incontra i protagonisti" per parlare del ruolo del settore bancario durante la pandemia

17 Novembre 2021

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Unicredit (wikipedia)

Il ruolo del settore bancario ai tempi del Covid. Questo il tema affrontato da Pier Carlo Padoan, Presidente di Unicredit, durante il ciclo di seminari "La Facoltà di Economia incontra i protagonisti", organizzato dall'Università La Sapienza di Roma.

L'evento ha lo scopo di aumentare la consapevolezza degli studenti di Economia dell'ateneo sull'importanza delle questioni internazionali nel futuro sviluppo dell'Italia. Inoltre, consente alle nuove generazioni di conoscere e ascoltare i leader di aziende, istituzionali e mondo finanziario, acquistando così una visione costruttiva e completa.

Il format "La Facoltà di Economia incontra i protagonisti" ha visto la sua prima edizione nell'anno accademico 2011-2012, continuando con grande successo negli anni accademici successivi.

Gli incontri del 2021 sono organizzati dal prof. Michel Martone, Delegato del Preside per i Rapporti Istituzionali della Facoltà, e gli ospiti chiamati a dibattere sono, oltre a Pier Carlo Padoan, Roberto Tomasi, Amministratore Delegato Autostrade per l'Italia, Matteo Del Fante, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Poste Italiane, e Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato di Maire Tecnimont.

Pier Carlo Padoan (Unicredit): "Con il NextGenerationEu trasformazione della capacità fiscale europea"

Pier Carlo Padoan, Presidente di Unicredit, durante il webinar "L'economia ai tempi del Covid-19: il ruolo del settore bancario":

"Ultimamente è stata confrontata molto la crisi del Covid con la crisi americana di dieci anni fa, legata al mercato subprime e poi la crisi della Grecia. La fondamentale differenza è che la pandemia è una crisi dell'offerta, ovvero della capacità produttiva: le attività si sono fermate e c'è scarsità di materie prime. La crisi dell'offerta si traduce in un fenomeno: per la maggior parte la gente non viene licenziata ma non può più spendere quello che guadagna. I depositi bancari, infatti, hanno subito un grande cambiamento in questi ultimi tempi: i conti correnti sono stati molto più sfruttati.

La crisi finanziaria di dieci anni fa, invece, è nata nei bilanci delle istituzioni finanziarie, prima americane e poi europee. Come succede in questi casi, tutti gli strumenti messi in campo per risolvere la situazione devono prima riparare i bilanci della finanza. Per questo, se si mettono i soldi in un sistema finanziario che non funziona quei soldi scompaiono e non si ritrovano più. Questa è la caratteristica fondamentale delle crisi finanziarie.

Ci vogliono delle istituzioni forti per gestire momenti difficili. Le istituzioni sono quelle di un'economia nazionale,come il governo, le agenzie che sostengono il governo e le imprese, e le istituzioni internazionali come il Fondo Monetario, la Banca Mondiale, l'OCSE, Il Financial Stability Board, la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea. Quando c'è stato l'Accordo di Bretton Woods, c'è stato un radicale sommovimento nel modo in cui l'economia internazionale si è andata a integrare.

A oggi quando c'è una crisi l'Europa risponde introducendo anche una nuova istituzione: questo è allo stesso tempo una forza e un limite. Una forza perché mobilita risorse di economia reale, un limite perché così l'Europa non risponde velocemente alle crisi finanziarie.

Durante la crisi di dieci anni fa il governo americano ha investito 800 miliardi di dollari per comprare il capitale delle banchein difficoltà, in modo da dare ai mercati un segnale molto chiaro: le banche negli Stati Uniti non falliscono. Questo ha permesso alle banche di uscire dalla crisi in modo abbastanza rapido, lo Stato ha rivenduto le azioni di queste banche sui mercati e ha fatto i profitti. In Europa, invece, pensare che lo Stato potesse entrare nel bilancio delle banche non era accettabile: questo è stato per me un grave errore. Noi abbiamo sofferto gravemente le crisi bancarie.

Next Generation Eu, usato per affrontare la crisi di questa pandemia, mette insieme vari strumenti: investimenti pubblici, riforme strutturali e risorse per l'economia privata. L'Europa per raccogliere questi soldi, di cui l'Italia è il primo destinatario, utilizza strumenti fino ad oggi considerati tabù: i titoli europei emessi dal bilancio europeo e garantiti da una politica europea. Siamo quindi all'inizio di una costruzione di una capacità fiscale europea. Già questo è sufficiente per dire che siamo di fronte a un cambiamento epocale che sta innescando un meccanismo di trasformazione istituzionale estremamente importante.

Il Patto di Stabilità è stato sospeso, come se il vincolo di bilancio della finanza pubblica non esistesse più. L'Europa si trova davanti a una scelta strategica: far rimanere questa tendenza una misura puramente emergenziale o farla diventare l'inizio di una nuova struttura istituzionale. Il dibattito politico è ovviamente molto forte".

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