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Istat, dati del 2020: minimo storico di nascite e mai così tanti decessi

Ecco i dati Istat sul 2020: non solo calo di nascite. Preoccupante anche la situazione Dad e settore culturale

09 Luglio 2021

Istat, dati del 2020: minimo storico di nascite e mai così tanti decessi

Neonato (fonte Pixabay)

Nel 2020 in Italia si è registrato un "nuovo minimo storico di nascite dall'anno dell'Unità e un numero massimo di decessi dal secondo dopoguerra". Lo rivelano gli ultimi dati Istat, resi noti nel rapporto annuale sulla situazione nel nostro Paese. "I nati da popolazione residente sono stati 404.104, in diminuzione del 3,8% rispetto al 2019. Nel 2020 il totale dei decessi è stato di 746.146. Rispetto alla media 2015-2019 i morti in più sono 100.526 (+15,6%)", si legge.

Istat, dati del 2020: minimo storico di nascite e mai così tanti decessi

Il minimo storico delle nascita e il record di morti in Italia sono legati per la maggior parte alla pandemia da Coronavirus, la quale, si legge nel rapporto Istat sul 2020, "ha avuto un effetto drammatico sulla mortalità, non solo per i decessi causati direttamente, ma anche per quelli dovuti all'acuirsi delle condizioni di fragilità della popolazione, soprattutto anziana".   

Nell'anno trascorso sono diminuiti notevolmente anche i consumi, in quanto "il reddito disponibile delle famiglie consumatrici si è ridotto del 2,8% (meno 32 miliardi), quasi azzerando la crescita del biennio precedente. Ma - si legge ancora - gli italiani si sono comportati da 'formiche': i consumi finali hanno subito una caduta di dimensioni molto più ampie (meno 10,9%) e mai registrate dal dopoguerra". Sceso anche il reddito primario delle famiglie italiane con un -7,3%. A rafforzare il tutto però sono stati gli interventi pubblici per oltre 61 miliardi di euro. Inoltre la nostra propensione al risparmio è passata dall'8,1 del 2019 al 15,8% del 2020. 

"Nel 2020 - si legge ancora nel report Istat - la povertà assoluta risulta in forte crescita. La condizione peggiora di più al Nord". A causa della pandemia Covid e delle chiusure volute dal Governo "più di una persona su cinque ha avuto difficoltà a fronteggiare impegni economici". 

Dati Istat 2020: "calo eccezionale" di matrimoni e consumi culturali

Crollato anche il settore dei matrimoni. Le persone che nel 2020 sono convolate a nozze sono scese del ben 47,5%. Nel 2020 si sono celebrati meno di 97mila matrimoni, quasi la metà rispetto all'anno prima. L'Istat infatti in questo caso parla di "calo eccezionale" e afferma che questi dati "rafforzano la convinzione che la crisi abbia amplificato gli effetti del malessere demografico strutturale che da decenni spinge sempre più i giovani a ritardare le tappe della transizione verso la vita adulta, a causa delle difficoltà che incontrano nella realizzazione dei loro progetti". 

Inoltre, annota il report Istat, a ridursi sono anche i consumi culturali, "solo il 2,1% della spesa totale nel 2020. Cinema e spettacoli dal vivo - osservano gli esperti - hanno avuto 67 giorni di funzionamento ordinario, 134 di riaperture contingentate e 165 di chiusura totale. Per musei e biblioteche ci sono stati 173 giorni di riaperture parziali e 126 giorni di chiusura totale".

Istat 2020: dati sulla Dad preoccupanti 

A essere preoccupanti sono anche i dati Istat sulla Dad. "Tra aprile e giugno 2020, l'8% degli iscritti (600mila studenti) delle scuole primarie e secondarie non ha partecipato alle video lezioni, con un minimo di esclusi al Centro (5%) e un massimo nel Mezzogiorno (9%). Più alta - continua la nota - la quota di esclusi nella scuola primaria (12%), più bassa nella secondaria di primo (5%) e secondo grado (6%). Secondo l'Istituto di statistica, "circa 430mila ragazzi, pari al 6% degli studenti, hanno fatto richiesta di dispositivi informatici tra aprile e giugno 2020, con punte in Basilicata e in Calabria (rispettivamente 15% e 11%)".

"Tra marzo e giugno 2020 solo 1,7 milioni bambini e ragazzi di 6-14 anni (33,7%) hanno fatto lezione tutti i giorni e con tutti gli insegnanti; si arriva a 2 milioni 630mila (circa il 52%) se si includono quelli che hanno dichiarato lezioni con la maggioranza dei docenti". "Gli alunni con disabilità che non hanno partecipato alle video lezioni - prosegue - raggiungono il 23,3% (29% nel Mezzogiorno); la quota di non partecipazione è più elevata nelle scuole primarie (quasi il 26%) e minore per le secondarie di secondo grado". Nel 2020 - evidenzia infine l'Istat - è "forte l'aumento dei giovani con meno di 14 anni che hanno utilizzato Internet almeno una volta a settimana".

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