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Intesa Sanpaolo, nuova struttura della Banca dei Territori. Barrese: “Accompagnare la ripresa al fianco dei nostri clienti”

Una realtà a servizio di imprese e famiglie. Erogati circa 20 miliardi di euro nei primi 5 mesi dell’anno (+12% rispetto ai primi 5 mesi del 2020), di cui 11 miliardi alle PMI e micro-imprese

08 Giugno 2021

Intesa Sanpaolo e Feralpi Siderurgica insieme per la sostenibilità

Intesa Sanpaolo (foto LaPresse)

La nuova struttura della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, formata da 12 direzioni regionali, una nuova direzione dedicata all’agribusiness accanto alla direzione Impact e a quelle dedicate ai clienti retail e alle PMI, è stata presentata oggi da Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori, che ha illustrato come a valle dell’integrazione di UBI Banca, la Banca dei Territori ha ampliato la propria struttura consolidando la storica vocazione del Gruppo a valorizzare le peculiarità dei territori italiani e dei settori industriali che trainano la nostra economia.

Intesa Sanpaolo, nuova struttura della Banca dei Territori. Barrese: “Per accompagnare la ripresa a fianco dei nostri clienti”

Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Integrazione dei numeri della Banca dei Territori, un’attività a supporto delle imprese e famiglie e per integrazione parliamo di 2,4 milioni di clienti, 1000 filiali, dati importanti che danno dimensione del loro impatto sulla società, circa metà Pil italiano. Dimensione che si distribuisce in regione, filiali distribuite su territorio nazionale, gestiamo con maggiore precisione i singoli territori. Questo ci consentirà di poter raggiungere in modo migliore famiglie e imprese, va inquadrato nella strategia della banca nel prossimi anni. Con il completamento dell’integrazione di UBI, la migrazione della sua clientela e l’ingresso dei nuovi colleghi siamo ancora più vicini a famiglie e imprese per compiere insieme il percorso fondamentale di ripresa post Covid e per partecipare alla realizzazione del PNRR in virtù dell’impegno delle quasi 50mila persone della Banca dei Territori. Grazie alla competitività e al dinamismo di 1,2 milioni di eccellenze imprenditoriali che vediamo crescere e che affianchiamo nei loro progetti, la nostra economia sarà di nuovo in grado di realizzare un forte recupero dei valori di Pil ed export per riportare il nostro Paese ai vertici delle economie internazionali”. “A tutte queste imprese, prosegue Barrese, Intesa Sanpaolo sta dedicando nuovi strumenti di intervento finanziario e di consulenza, per favorirne – anche attraverso la creazione di nuove filiere – il percorso nell’innovazione, nell’internazionalizzazione e nel raggiungimento di quei parametri di sostenibilità e di impatto necessari per assicurare una crescita costante nel futuro. Il nostro Gruppo prosegue infatti nella costituzione di nuovi processi di filiera e del rafforzamento qualitativo di quelli in essere, strategia di cui rivendichiamo la primogenitura nel 2015 e che oggi viene diffusamente considerata come base essenziale per il rilancio dell’economia del Paese anche nell’ambito del PNRR”.

Il contesto in cui si inserisce l’accresciuto ruolo della Banca dei Territori è stato illustrato da Gregorio De Felice, capo economista e responsabile della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo Intesa Sanpaolo: l’economia italiana potrà contare su una ritrovata competitività, con un diffuso guadagno di quote di mercato dei settori manifatturieri e nel balzo della propensione all’export. La crescita dell’economia italiana prevista al 4,6% quest’anno, proseguirà ad un ritmo pari al 4% nel 2022.

De Felice: “Siamo in un momento di svolta dell’economia, abbiamo occasione storica per modernizzare Paese e sistema economico”

“Il nostro paese è fatto di economia di filiere, distretti, capitalismo di territori e per questo dedichiamo tempo all’analisi delle realtà sparse nel nostro Paese, siamo in un momento di svolta dell’economia – afferma Gregorio De Felice, Head of Research and Chief Economist, Intesa Sanpaolo-  stiamo uscendo dalla recessione e abbiamo occasione storica per modernizzare Paese e sistema economico efficiente. Consideriamo lo scenario internazionale dove c’è realtà differenziata, crescita ora è guidata da Stati Uniti e Asia, dovuta dall’ intensità campagna vaccinale, dallo spazio fiscale e le manovre bilancio e livelli di efficienza pre Covid che hanno segnato capacità di agire. La ripresa è guidata dal commercio internazionale e prevediamo una crescita del 12% anche se ci sono difficoltà nel reperimento di materie prime e nei tempi di consegna. In Italia pensiamo che questo trimestre vedrà un’accelerazione +1% poi ci sarà ondata della ripresa del mondo servizi e turismo con +2%, l’anno il 2021, dovrebbe raggiungere crescita 4,6%. Grande scommessa riuscire a mettere basi crescita più forte dal 2025 in poi grazie a investimenti e semplificare tempi pubblica amministrazione e giustizia. Traino alla crescita dal mondo manifatturiero. Rilancio sarà possibile perché le strategie delle imprese puntano su mercati internazionali, l’esportazione è cresciuta, vendiamo all’estero circa la metà di quanto produciamo. La nostra forza è nei territori italiani, l’unico settore presente in tutte le regioni è il turismo per il resto sono molto i settori variegati. Dobbiamo colmare il gap degli investimenti anche rispetto all’estero. Ci saranno investimenti nel digitale, nel green e nella ricerca e sviluppo.”

Lecce: “Per noi è importante essere al fianco dei nostri clienti con filiali e tecnologia”

“Ci sono molti aspetti di stile su cui noi ci concentriamo. Uno di questi – spiega Andrea Lecce, Executive Director Sales & Marketing Retail Intesa Sanpaolo - è il fatto che è il cliente a scegliere dove e come e quando vuole essere servito, abbiamo circa 7 milioni di clienti che utilizzano la nostra app, tra le prime in Europa. Per noi è importante essere al fianco dei nostri clienti con filiali e tecnologia e per questo abbiamo fatto investimenti. Un altro elemento importante è che tutti i prodotti nascono da una cooperazione con le persone del territorio prima di tutto, per capire di cosa hanno bisogno i clienti, così nascono molti dei prodotti che abbiamo.  Noi siamo una banca integrata dove i servizi assicurativi, di investimento sono dentro il Gruppo, per migliorare la fiducia dei nostri clienti.”

Roscio: “Abbiamo strategia per transizione digitale e sviluppato piano assicurativo per le PMI focalizzato sulla protezione digitale”

“Il mondo delle imprese con l’integrazione con Ubi, il nostro mondo, è arrivato a 1 milione e 200 mila clienti per i quali sentiamo il senso di dover essere la banca delle piccole e medie imprese a sostegno dell’economia reale. Abbiamo lanciato Motore Italia – afferma Anna Roscio Executive Director Direzione Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo- che stiamo modificando in funzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Abbiamo una forte strategia per transizione digitale e qui abbiamo sviluppato piano assicurativo per le PMI focalizzato sulla protezione digitale. Abbiamo progetti per green, infrastrutture e mobilità, vogliamo aiutare le piccole medie imprese che investiranno nei territori. Guardiamo inclusione, imprese al femminile, start up a imprenditoria giovanile. Abbiamo fattori trasversali che toccano tutti questi elementi, le filiere che rappresentano la chiave dello sviluppo del Paese con soluzioni finanziarie. Un altro elemento è la crescita dimensionale delle imprese, noi vediamo vivacità su questi fronti nelle imprese, anche durante la fase delle pandemia siamo stati l fianco dei nostri clienti, confermiamo che abbiamo una struttura che segue le PMI. Abbiamo supportato le imprese in fase di preoccupazione pandemica e continueremo a farlo”

 

Questi i responsabili delle 12 direzioni regionali: Cristina Balbo (Emilia Romagna e Marche), Roberto Gabrielli (Veneto Ovest e Trentino Alto Adige), Pierluigi Monceri (Lazio e Abruzzo), Giuseppe Nargi (Campania, Calabria e Sicilia), Marco Nava (Lombardia Sud), Francesca Nieddu (Veneto Est e Friuli Venezia Giulia), Tito Nocentini (Lombardia Nord), Alberto Pedroli (Basilicata, Puglia e Molise), Andrea Perusin (Piemonte Sud e Liguria), Luca Severini (Toscana e Umbria), Teresio Testa (Piemonte Nord, Val d'Aosta e Sardegna) e Gianluigi Venturini (Milano e provincia).

La nuova struttura include la neo-costituita Direzione Agribusiness, guidata da Renzo Simonato, per presidiare uno dei maggiori settori produttivi italiani che rappresenta l’11% del PIL, servendo con 230 punti operativi oltre 80mila imprese clienti che valgono per il Gruppo oltre 12 miliardi di euro di impieghi, oltre alla Direzione Impact, guidata da Marco Morganti, che da diversi anni persegue gli obiettivi di impatto sociale del Gruppo con 96 punti operativi in tutta Italia, ampliando le iniziative di inclusione finanziaria per ottenere ricadute visibili sulla collettività.

Per la Direzione Sales & Marketing della Divisione sono intervenuti alla presentazione Anna Roscio, responsabile Imprese e Andrea Lecce, responsabile Privati e Aziende Retail, che hanno sintetizzato le nuove iniziative del Gruppo a favore della clientela.

È questa la forma della Banca dei Territori a valle dell’integrazione e della migrazione delle strutture di UBI in Intesa Sanpaolo, che hanno riguardato 2,4 milioni di clienti, circa 1.000 filiali e 15mila dipendenti. Tale intervento è stato reso possibile grazie al contributo di tutte le funzioni aziendali di Intesa Sanpaolo e di UBI, che hanno gestito con successo una complessa transizione sotto il profilo tecnologico, operativo e formativo.

La nuova Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo oggi conta su un organico di circa 50mila dipendenti, dei quali oltre la metà donne, una rete di 3.700 filiali e 13,5 milioni di clienti, una raccolta complessiva di oltre 550 miliardi di euro e impieghi per circa 250 miliardi di euro. Una struttura rinnovata e rafforzata, nel segno dell’integrazione fra la tradizione di Intesa Sanpaolo e quella di UBI che ha generato l’aumento delle direzioni regionali e nazionali allo scopo di rispondere alle specificità dei vari territori e con l’impegno di rappresentare il punto di riferimento per la crescita sostenibile dei territori al servizio di imprese e famiglie. Alla presentazione ha partecipato inoltre Gregorio De Felice, capo economista e responsabile della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo.

Il quadro macroeconomico previsto dalla Direzione Studi e Ricerche è incoraggiante: Intesa Sanpaolo rivede al rialzo le stime di crescita del PIL al 4,6% nel 2021. A conferma di ciò la Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo ha effettuato nei primi 5 mesi dell’anno erogazioni a medio lungo termine per un valore di circa 20 miliardi di euro a favore di famiglie e imprese, con una crescita del 12% rispetto ai primi cinque mesi del 2020. Di questi, 11 miliardi sono stati erogati a PMI e imprese piccolissime. Una parte significativa, pari al 30%, di queste erogazioni ha interessato le regioni meridionali del Paese, che costituiscono per il Gruppo un importante territorio nel quale sono in atto numerose iniziative per le circa 350 mila imprese clienti che includono 160 filiere e iniziative dedicate quali il supporto alle ZES e allo sviluppo dei distretti tecnologici.

La transizione verso un’economia più digitalizzata e sostenibile offrirà opportunità di rafforzamento a tutto il manifatturiero (elettronica, elettrotecnica, meccanica, autoveicoli e moto). Tornerà a essere trainante la filiera delle costruzioni, grazie alla ripresa degli investimenti pubblici e agli incentivi statali. Particolarmente alto è il potenziale dei territori con specializzazioni eterogenee e complementari, forti anche di filiere di prossimità ramificate a livello locale e particolarmente diffuse 3 nei distretti industriali. Qui infatti nascono i successi italiani sui mercati esteri, particolarmente significativi nel settore agro-alimentare, che nel 2020 ha conseguito un avanzo commerciale pari a circa 3,5 miliardi di euro.

I prossimi anni saranno decisivi per l’economia italiana. Per aumentare strutturalmente il nostro potenziale di crescita è necessario ridare slancio alla domanda interna, sbloccando i risparmi accumulati da famiglie e imprese. Il PNRR dovrà attuare un intenso processo di riforme per poter rilanciare investimenti in digitale, transizione ecologica, infrastrutture, formazione e ricerca, con un’attenzione particolare ai giovani, le donne e al Mezzogiorno.

La Divisione Banca dei Territori nella sua nuova struttura non mancherà di dare il suo contributo ponendosi come obiettivi: rilanciare la fiducia delle PMI con investimenti verso digitalizzazione, transizione ecologica, internazionalizzazione e sistemi di filiera; sostenere la ripartenza accompagnando famiglie e giovani nelle scelte immobiliari, di protezione e di gestione del risparmio; estendere i servizi digitali e multicanale evoluti a supporto dei clienti.

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