Venerdì, 22 Gennaio 2021

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Immobiliare, 2020 chiude con prezzi in aumento del 2% ma terzo trimestre sofferente

Carlo Giordano: "Situazione complessa, impossibile leggere i dati secondo interpretazione tradizionale"

13 Gennaio 2021

Immobiliare, 2020 chiude con prezzi in aumento del 2% ma terzo trimestre sofferente

Immobiliare.it

Immobiliare, 2020 con prezzi in aumento. Giordano: "Aumento dei valori per vendita immobili nei capoluoghi con prezzi maggiori rispetto alla provincia"

Nel 2020, annus horribilis per moltissimi settori dell’economia, il mattone ha tenuto. Secondo i dati di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), nonostante leggere flessioni registrate nell’ultimo trimestre, l’anno si è concluso con prezzi in aumento del 2% su base annuale. A dicembre la cifra media richiesta per l’acquisto di un’abitazione a livello nazionale è stata pari a 2.025 euro al metro quadro.

La crescita è guidata dalle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est, dove in un anno i prezzi sono aumentati rispettivamente del 5,2% e del 2,3%.

«Questi dati non vanno letti in modo tradizionale, cioè con l’aumento dei prezzi che corrisponde a una maggiore domanda e a una minore offerta – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – In questa situazione così complessa e senza precedenti, gli aumenti dei valori in alcune aree del Paese trovano giustificazione in una crescita dell’offerta di immobili in vendita nei capoluoghi con i prezzi più elevati in confronto alla provincia».

L’andamento al Centro e nelle Isole risulta invece stabile, con oscillazioni positive vicine allo 0, mentre l’unica area del Paese che chiude il 2020 con segno negativo è il Sud, in cui rispetto al 2019 i prezzi sono scesi dello 0,4%.

Al quadro relativo alle diverse zone d’Italia si aggiunge quello che divide i grandi dai piccoli centri. Comprare casa nelle metropoli oggi costa quasi il doppio rispetto alle città con meno di 250.000 abitanti, scarto che è stato accentuato dall’andamento dei valori nell’anno appena concluso. I piccoli centri hanno chiuso infatti in negativo, con prezzi in calo dello 0,2%, mentre le grandi città hanno resistito e concluso il 2020 con un aumento dello 0,9%, nonostante anche qui l’ultimo trimestre abbia riportato i primi segni della pandemia (-0,9%).

Guardando al dettaglio relativo ai capoluoghi di regione, il più caro di tutti, Firenze (3.976 euro/mq), chiude il 2020 in sofferenza: qui i prezzi delle case in vendita sono scesi dello 0,8% in un anno. Milano segue sul podio e rimane decisamente un caso unico nel suo genere in Italia, con un aumento dei prezzi medi anno su anno pari al 9,2% e una cifra che ha raggiunto i 3.782 euro/mq. Chiude in positivo anche il trend di Roma (+1,5% su base annuale), dove il prezzo medio si ferma a 3.265 euro/mq. Dopo mesi di aumenti, Bologna compete ormai con questi tre grandi centri: i costi hanno superato la soglia dei 3.000 euro al metro quadro e il 2020 si è concluso con un +2,5%.

Immobiliare, 2020 cambia paradigma nella ricerca di casa e scenari futuri

Rispetto al 2019 le ricerche di abitazioni per sostituzione sono aumentate del 33%, dato giustificato dal ruolo della casa che è tornato a essere centrale dopo l’esperienza del lockdown. La qualità del vivere è diventata fondamentale per le abitazioni che da dormitori sono ritornate a essere fulcro centrale della vita delle persone.

«L’aumento delle ricerche per sostituzione ha innescato un meccanismo che nell’ultima parte dell’anno ha contribuito a rallentare la crescita dei prezzi iniziata l’anno scorso, trend che probabilmente vedremo anche nei prossimi mesi – sostiene Giordano – Chi vuole sostituire la sua casa ne possiede già un’altra da vendere e pur di migliorare il suo abitare in tempi rapidi è disposto a chiedere cifre più accessibili che agevolano così l’accesso alla casa a chi ne sta cercando una. Questo da una parte potrebbe contribuire a un calmieramento dei prezzi nei grandi centri e dall’altra far sì che il numero di compravendite tornerà a crescere nel 2021».

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