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Divine Comedy: Come é dura la vita per i registi dissidenti sotto dittatura.

12 Gennaio 2026

Divine Comedy: Come é dura la vita  per i registi dissidenti sotto dittatura.

In concomitanza con l'uscita nelle sale il 15 gennaio, il regista di Divine Comedy, Ali Asgari, arriva in Italia da Teheran per introdurre il film al pubblico in sei città. Conosciuto per titoli come La bambina segreta e Kafka a Teheran, il cineasta iraniano si conferma un maestro nell'usare l'umorismo come strumento di denuncia del regime degli ayatollah, che proprio in questi giorni è di nuovo  travolto da proteste che si allargano a macchia d'olio nel Paese.
Asgari inizia  13 gennaio il tour  a Bologna, dove la Cineteca gli dedica una retrospettiva completa al Modernissimo, mentre mercoledì 14 sarà a Roma al Nuovo Sacher di Nanni Moretti, da sempre in prima linea nel dare voce al cinema dissidente che viene . Giovedì 15 il regista incontrerà il pubblico a Napoli a CasaCinema, dove dialogherà a fine proiezione con l'attivista per i diritti umani italo-iraniana Shervin Haravi. Venerdì 16 sarà quindi la volta del Cinema Romano a Torino e quindi il 17 a Milano (dove interverrà in tre sale: l'Anteo, l'Ariosto e il Beltrade). Conclude il tour Firenze, dove Asgari presenterà il suo film al Cinema Astra il pomeriggio di domenica 18. Accolto con entusiasmo all'ultima Mostra di Venezia, DIVINE COMEDY è una commedia ironica e spregiudicata e tra dialoghi brillanti e omaggi ai suoi maestri – da Woody Allen allo stesso Moretti – Asgari porta al cinema una storia dalla forte impronta autobiografica, la vicenda di un artista che, con umorismo e sincerità, chiede soltanto una cosa: poter mostrare al pubblico i suoi film. Bahram è un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la fidanzata e produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.   La censura gli contesta che il suo film é in turco e non in farsi. Lui replica: “Anche Scorsese ha fatto parlare Gesù in inglese senza stravolgere la storia”.
Regista, sceneggiatore e produttore, Ali Asgari è una figura di spicco del cinema iraniano, da sempre impegnato a raccontare la precarietà della vita di chi è ai margini della società del suo paese. Tra i suoi cortometraggi degli esordi, More Than Two Hours (2013) e The Silence (2016) sono stati in concorso al Festival di Cannes, mentre The Baby è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014. Nel 2017 il suo debutto nel lungometraggio, Disappearance (Nāpadid šodan), è stato proiettato in anteprima a Venezia nella sezione Orizzonti e selezionato al Toronto Film Festival. Il suo secondo film, La bambina segreta, viene invece presentato alla Berlinale 2022, nella sezione Panorama, mentre Kafka a Teheran è stato applaudito al Festival di Cannes 2023 nella sezione Un Certain Regard, trovando distribuzione in diversi paesi del mondo, Italia compresa. Membro dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, dopo la laurea a Teheran ha studiato anche al DAMS dell'Università degli Studi Roma Tre.

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