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In Texas censurato Il Simposio di Platone: continua l'orrore della cancel culture e della guerra contro il nostro passato

Una decisione folle, nella quale si rispecchia l'essenza del nostro tempo senza Spirito

11 Gennaio 2026

In Texas censurato Il Simposio di Platone: continua l'orrore della cancel culture e della guerra contro il nostro passato

Fonte: La Presse

Leggiamo in questi giorni che in Texas è stato censurato il Simposio di Platone: la ragione di questa folle scelta risiede nel fatto che nell'opera platonica si parla di genere e di razza e, dunque, merita di essere censurata. Si tratta dell'ennesima follia nichilistica della cosiddetta cancel culture, locuzione che come sempre proponiamo di tradurre non già con cultura della cancellazione, bensì con cancellazione della cultura. Gli archeologi della rimostranza e gli alfieri del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto procedono indefessamente in questa direzione: pretendono di abolire il passato o di riscriverlo sul fondamento dei gusti e delle sensibilità del presente, dunque facendo valere un vero e proprio imperialismo acefalo dell'oggi. Anziché appropriarsi del messaggio veritativo ed eterno dell'opera platonica, il nostro tumultuoso e nichilistico presente preferisce mettere la mordacchia e il bavaglio, censurare e liquidare: con ciò rivela soltanto di essere sprofondato nel nulla e anzi di aver innalzato il nulla a proprio orizzonte esclusivo di senso. L'errore e l'orrore della cancel culture consiste sostanzialmente nella volontà non già di apprendere la lezione dal passato, ma nella volontà di dare una lezione al passato, come se il presente fosse necessariamente superiore e dunque nelle condizioni di riscrivere la storia dal punto di vista del presente stesso. In tal guisa, si privano le nuove generazioni del contatto con la tradizione e con la provenienza storica, innalzando il presente stesso a unico orizzonte. Si tratta, a ben vedere, di una determinazione fondamentale del cosiddetto teorema della fine della storia, secondo cui non soltanto non deve più esserci il futuro, ma non deve più nemmeno esserci il passato: deve sopravvivere soltanto l’eterno presente compiutamente peccaminoso della civiltà tecnocapitalistica.

di Diego Fusaro 

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