30 Dicembre 2025
Piramidi di Giza
In Egitto è stato scoperto un nuovo ramo del Nilo sepolto dalla sabbia che svela un'autostrada acquatica che collega le piramidi. La scoperta di un antico ramo del Nilo noto come Rama Ahramat, che significa in arabo "piramidi", potrebbe spiegare come gli antichi egizi spostassero i blocchi di pietra necessari per costruire le piramidi. Questa scoperta che dà una spiegazione al trasporto di questi pesanti materiali è stata possibile grazie all'uso di radar satellitari, strumenti in grado di rivelare caratteristiche geografiche non visibili ad occhio nudo. Questa metodologia è stata uno strumento fondamentale per l’archeologia negli ultimi decenni, consentendo di localizzare rotte commerciali, antichi corsi d’acqua e intere città sepolte sotto la sabbia del deserto.
La scoperta, pubblicata nell’agosto 2022 sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), mette in luce l’esistenza di un corso d’acqua lungo circa 100 chilometri che collega un insieme di piramidi, tra cui la Grande Piramide di Giza, quelle di Kefrén e Menkaura. Secondo uno studio l’accumulo di sabbia portata dal vento durante un periodo di forte siccità cominciato 4.200 anni fa, potrebbe spiegare la migrazione del ramo del Nilo verso est e l'interramento del ramo del Nilo stesso.
La dottoressa Eman Ghoneim, leader del team di ricerca, ha spiegato che questo corso d’acqua ora interrato potrebbe essere stato utilizzato come una “autostrada acquatica” per facilitare il trasporto di materiali e lavoratori. "La presenza di così tante piramidi in questa regione suggerisce che i corsi d’acqua permanenti abbiano contribuito a mobilitare le risorse verso i siti di costruzione”, ha affermato Ghoneim.
L’ipotesi è rafforzata da altre recenti ricerche, come quella del geografo Hader Sheisha, dell’Università di Aix-Marseille, che ha affermato che: “Per costruire le piramidi, le tombe e i templi, sembra che gli antichi ingegneri egizi abbiano sfruttato il Nilo e le sue inondazioni annuali, utilizzando un ingegnoso sistema di canali e bacini che formavano un complesso portuale ai piedi del plateau di Giza”.
I ricercatori ritengono che il ramo Ahramat potrebbe essere solo uno dei tanti corsi d’acqua ormai scomparsi, che hanno svolto un ruolo decisivo nella realizazione di opere architettoniche di enormi dimensioni realizzate dalla civiltà egizia. Questo lavoro mette in luce nuove possibilità della tecnologie più innovative per comprendere meglio le antiche civiltà del passato.
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