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Orfeo e le Sirene, le statue restituite all'Italia dal museo Getty. Il direttore Potts: "Con l'Italia per tutela del patrimonio culturale"

La contesa con l'Italia risale al 2006. Negli stessi giorni vengono riconsegnati 142 reperti archeologici al nostro paese

12 Agosto 2022

 "Orfeo e le Sirene": dal museo Getty di Los Angeles all'Italia. Timothy Potts (Getty): "Devono essere restituiti"

fonte: facebook

Il museo Getty di Los Angeles restituira' all'Italia un gruppo di figure di terracotta a grandezza naturale raffigurante un poeta seduto e due sirene. Il gruppo, noto anche come "Orfeo e le Sirene" partira' per Roma in settembre per venire esposto in una raccolta pubblica designata dal ministero della Cultura.

"Orfeo e le Sirene" sono stati rimossi dalle gallerie in attesa che vengano rimpatriati, in ossequio alle sue politiche di rimandare nei paesi di origine pezzi rubati o scavati illegalmente. Il gruppo del IV secolo a.c. presenta un'estrema fragilita' - originariamente le statue erano policrome con tracce di colori dall'arancio dorato al rosa, il rosso, nero e marrone - richiedera' speciali attrezzature e procedure per il trasloco in Italia, un'area in cui il Getty vanta una vasta esperienza.

Riconsegnati 142 reperti archeologici all'Italia: molti provenienti dal finanziere newyorkese Michael Steinhardt

E' dal 2006 che le statue, provenienti probabilmente dall'area tarantina, comparivano in un elenco di manufatti di cui l'Italia rivendicava il possesso. La restituzione fa seguito a un'inchiesta condotta da Matthew Bogdanos dell'ufficio della procura di Manhattan specializzato nella lotta contro il traffico di antichita', lo stesso che nei giorni scorsi ha portato alla riconsegna all'Italia di 142 reperti archeologici, molti dei quali provenienti dalla raccolta del finanziere newyorkese Michael Steinhardt.

"Grazie al loro lavoro abbiamo determinato che questi oggetti devono essere restituiti", ha detto Timothy Potts, il direttore del Getty, in un comunicato diffuso dal museo. Verranno inoltre restituite una testa colossale di divinità del secondo secolo dopo Cristo, una forma di pietra per la fusione di orecchini a pendente dello stesso periodo, un dipinto a olio intitolato "L'Oracolo di Delfi" del 1881 del pittore napoletano Camillo Miola (detto Biacca) e un incensiere etrusco di bronzo del quarto secolo avanti Cristo. I primi tre pezzi erano stati acquistati dal Getty negli anni Settanta, il quarto nel 1996.
 

Nessuno e' mai stato esposto negli ultimi anni. "Apprezziamo la nostra ottima relazione con il Ministero della Cultura e con i nostri colleghi in tutta Italia con cui condividiamo la missione per la tutela del patrimonio culturale", ha detto Potts. I rapporti del Getty con l'Italia non sono stati sempre orientati al bello: il museo californiano nei primi anni del 2000 e' stato al centro di polemiche per gli acquisti di opere d'arte scavate illegalmente e la sua ex curatrice Marion True fini' sotto processo in Italia. Piu' di recente il Getty e' stato al centro di un braccio di ferro con la magistratura italiana su una statua di bronzo - l'Atleta Vittorioso - attribuita a Lisippo, ripescata nel 1964 da pescatori in Adriatico e di cui l'Italia, forte di una sentenza della Cassazione del 2018, sta chiedendo da anni il rimpatrio.

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