Mercoledì, 05 Ottobre 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Premio Internazionale di scultura Henraux, le opere vincitrici della V edizione

Ricordando Erminio Cidonio, nel 2012 per volere di Paolo Carli nasce il Premio Internazionale di Scultura Henraux. Oggi la Fondazione Henraux presenta i progetti di Nikita Gale, Lorenza Longhi e Himali SinghSoin, vincitori della V edizione, allestiti nello spazio dell’antica segheria

Di Andrea Cianferoni

20 Luglio 2022

Nikita Gale

Nikita Gale

Gli spazi della storica segheria di Henraux, il cui impianto architettonico risale agli inizi dell’Ottocento, e recentemente oggetto di un consistente restauro firmato da Archea Associati, accolgono un suggestivo allestimento in cui le importanti sculture realizzate nel decennio 1960-1970 dall’azienda si intrecciano con le opere di Nikita Gale, Lorenza Longhi e Himali Singh Soin, vincitrici dell’edizione 2022 del Premio.

Il passato e il presente si incontrano per dare vita a un imperdibile appuntamento d’arte che vede come protagonista la scultura in marmo.  La Fondazione Henraux apre al pubblico i propri spazi di Querceta di Seravezza (LU) con un doppio appuntamento espositivo. Dal 27 luglio al 15 settembre 2022 sarà possibile visitare contemporaneamente la mostra Collezione Henraux 1960-1970, a cura di Edoardo Bonaspetti, e le opere vincitrici della V edizione del Premio Internazionale di Scultura Henraux.

Negli oltre 200 anni di storia che segnano il percorso di Henraux il capitolo 1960-1970 è particolarmente significativo: sono gli anni in cui sotto la guida di Erminio Cidonio l’azienda coglie il profondo cambiamento in atto nell’industria del marmo lavorando in sinergia con grandi artisti internazionali che arrivano in Versilia.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che conserva molte sculture della Collezione Henraux acquistate nel 1973 dall’allora Banca Commerciale Italiana e in seguito confluite in quella che oggi è la raccolta d’arte moderna e contemporanea del Gruppo bancario.

Le Gallerie d’Italia ‒ sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano dove sono abitualmente esposte sette delle sculture del nucleo Henraux di proprietà del Gruppo ‒, hanno ospitato di recente un progetto espositivo site-specific realizzato tramite l’utilizzo di materiali naturali a basso impatto ambientale, che ha anticipato l’esposizione di Querceta di Seravezza, oltre ad offrire l’occasione per presentare l’importante e innovativo intervento di restauro cui sono state sottoposte tutte le opere tra 2021 e 2022.

Collezione Henraux 1960-1970 riunisce per la prima volta, a distanza di cinquant’anni, negli stessi spazi in cui furono realizzate, le sculture di Intesa Sanpaolo e le sculture tutt’ora appartenenti alla collezione Henraux. 

L’allestimento è realizzato dallo Studio 2050+ e richiama i processi di lavorazione del marmo e l’estetica industriale. Il percorso espositivo inizia nel salone principale del nuovo show room di Luce di Carrara che ospita la parte documentale della mostra: un nucleo originale di foto e documenti d’archivio, modelli e riproduzioni organizzati in nuclei tematici che raccontano il vitale contesto in cui le sculture sono state create, la nascita della Collezione Henraux e l’esempio straordinario di cultura d’impresa dato dall’azienda.

Nel secondo e suggestivo spazio della storica segheria, sono disposte, tra le altre e in ordine cronologico opere di Jean (Hans) Arp, Carmelo Cappello, Nino Cassani, Rosalda Gilardi Bernocco, Émile Gilioli, Joan Miró, Maria Papa Rostkowska, Alicia Penalba, Giò Pomodoro, Antoine Poncet, Branko Ružić, Giannetto Salotti, Pablo Serrano, François Stahly e Alina Szapocznikow.

La Collezione Henraux nasce in un quadro di rinnovamento: nel secondo dopoguerra l’azienda ridefinisce la propria identità imprenditoriale e culturale, cogliendo nel dinamismo e fervore artistico nazionale e internazionale le opportunità in gioco tra sperimentazione scultorea e produzione industriale. L’incontro nel 1957 con lo scultore britannico Henry Moore, recatosi in Versilia per la realizzazione della monumentale opera astratta Reclining Figure destinata alla sede dell’UNESCO a Parigi, favorisce questo slancio e contribuisce a dar vita a un fiorente periodo di innovazione e ricerca artistica. In pochi anni importanti artisti internazionali si recano a Querceta, frazione del comune di Seravezza, in provincia di Lucca, e realizzano le loro opere con le maestranze e i marmi di Henraux, contribuendo a un più ampio rilancio culturale dell’azienda e del suo territorio.

Ricordando Erminio Cidonio, nel 2012 per volere di Paolo Carli nasce il Premio Internazionale di Scultura Henraux, allora affidato a Philippe Daverio, oggi sotto la direzione artistica di Edoardo Bonaspetti.

Oggi la Fondazione Henraux presenta i progetti di Nikita Gale, Lorenza Longhi e Himali Singh Soin, vincitori della quinta edizione, allestiti nello spazio dell’antica segheria e in dialogo con le sculture della Collezione Henraux.

L’opera di Nikita Gale, MARMI, inverte l’idea tradizionale del marmo come metafora di solidità e permanenza. Dopo aver registrato i rumori dei processi di estrazione e lavorazione, l’artista ha realizzato una composizione sonora montata su musicassette, un supporto tecnologico ormai in disuso, prodotte con un materiale versatile e duttile come la polvere di marmo.

Il progetto di Lorenza Longhi, Business Card(s), ripensa le funzioni e i processi di lavorazione del marmo in stretta collaborazione con i reparti dell’azienda Henraux. Partendo dalle applicazioni nell’architettura e nell’interior design, l’artista sceglie di guardare al marmo non nelle sue qualità decorative, ma come materia grezza, impiegando elementi inutilizzati e testando combinazioni inattese.

La pluriennale ricerca sui ghiacci polari di Himali Singh Soin si concretizza in Too Much and Not Enough, progetto in due tempi che interessa gli antipodi artici. L’artista ha eseguito una riproduzione marmorea dell’isola Deception, ex stazione baleniera dell’arcipelago subantartico delle Shetland. Durante l’inaugurazione della mostra è prevista una cerimonia performativa ispirata ai mandala tibetani durante la quale Singh Soin ricreerà l’isola artica post-coloniale, Blomstrandhalvøya, o Ny-London, accompagnata dal percussionista e compositore David Soin Tappeser.

Le opere e gli artisti vincitori sono stati scelti dalla giuria composta da Edoardo Bonaspetti, Vincenzo de Bellis, Letizia Ragaglia, Eike Schmidt e Roberta Tenconi, dopo aver esaminato le candidature presentate da ciascun membro del comitato di selezione costituito da Lorenzo Giusti, Fatima Hellberg, João Laia, Luca Lo Pinto, Lucia Pietroiusti, Yasmil Raymond e Zoé Whitley.

La giuria ha premiato i progetti che meglio rispondevano ai requisiti richiesti dal Premio. In particolare, i tre progetti vincitori si sono distinti per il significativo grado di sperimentazione artistica e tecnologica, e per la capacità di affrontare alcuni temi centrali della contemporaneità. Le artiste hanno esplorato con modalità differenti un campo di ricerca che spazia dalle urgenze ambientali alle dinamiche economiche e produttive, dalla riflessione sull’opera d’arte alla definizione di linguaggi scultorei originali

 

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x