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Sara Manfuso e Virginia Saba: l’amicizia che non ti aspetti

La prima è la moglie di Andrea Romano, la seconda è compagna di Luigi di Maio, e tra loro sono scattate sinergie professionali inaspettate

Di Aldo Snello

24 Aprile 2022

Sara Manfuso e Virginia Saba: l’amicizia che non ti aspetti

Nella cornice di Santa Maria Maggiore a Cervaro (Frosinone), ai piedi dell’altare, la vicinanza di due donne che non ci si aspetterebbe di trovare il sabato pomeriggio in provincia: Sara Manfuso e Virginia Saba, rispettivamente fidanzate di Andrea Romano (Pd) e Luigi di Maio (Movimento 5 Stelle).

La ragione? La presentazione del libro della Saba, il cui titolo giustifica la scelta del luogo di culto: Il suono della bellezza, note di vita e filosofia, edito da IF Press.

Con il presente testo, Virginia Saba ha voluto ricostruire il proprio viaggio nel tempo e nello spazio attraverso i periodi storici, i luoghi, gli uomini e le donne noti e meno noti, gli accadimenti, gli aneddoti, i dolori e le gioie, per dedicarlo a tutti coloro che non riescono a cogliere le sfumature e la bellezza che la vita ci offre. La particolarità di questo percorso risiede nel fatto che l'autrice compie tale itinerario con l'aiuto delle 32 Variazioni Goldberg di Bach, ciascuna delle quali, nota dopo nota, offre uno spunto per afferrare alcuni dei segreti più profondi della nostra esistenza. L’organizzatore dell'iniziativa è stato Pietro Pacitti, che ha sottolineato l’essenzialità della politica e del civismo come “servizio al cittadino” anche rispetto alla diffusione di eventi di carattere culturale, come appunto la presentazione in questione.

Tra gli interventi, quello del giornalista Stefano Di Scanno. L’Ensemble “La Vivaldiana” ha aperto il pomeriggio, lasciando il dialogo poi alle due donne. Sara Manfuso, moglie del piddino Andrea Romano, e la Saba, compagna di Luigi Di Maio, hanno distrutto efficacemente il profilo della “compagna di…”. Virginia, in maniera chiara, dice che “occorre che ognuno di noi scovi in sé la scintilla, la passione autentica, qualcosa che non lo uniformi alla banalità del pensiero dominante ma ne restituisca l’unicità”; Sara, a quel punto, la incalza chiedendole “quale ruolo svolge oggi la scuola e cosa fare per le future generazioni?”. La conversazione prende una piega inaspettata quando la Saba racconta come una sua recente esperienza divulgativa presso una scuola l’abbia messa a contatto con una docente, la abbia pubblicamente detto “i miei ragazzi non hanno un bel niente di speciale”. Ecco, questo è proprio ciò che va combattuto e le due donne, dichiarandosi stima reciproca, pare abbiano assunto anche questo impegno.

 

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