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Una considerazione sull’opera scultorea di Salvator Dali: “Le Surrealisme c’est Moi"

Salvador Dalì fu una delle grandi figure del secolo XX. Creò un universo artistico straordinario dove l’erotico si fonde con l’inconscio attraverso un profondo coinvolgimento per la decadenza

Di Daniele Crippa

08 Ottobre 2021

Una considerazione sull’opera scultorea di Salvator Dali: “Le Surrealisme c’est Moi"

Una considerazione sull’opera scultorea di Salvator Dali: “ Le Surrealisme c’est Moi"

“Tutte le mattine quando mi sveglio esperimento una sensazione squisita -la sensazione di essere Salvador Dalì-, e chiedo a me stesso come in una visione: Che cose meravigliose realizzerà oggi questo Salvador Dalì ? ”.

Salvador Dalì fu una delle grandi figure del secolo XX. Creò un universo artistico straordinario dove l’erotico si fonde con l’inconscio attraverso un profondo coinvolgimento per la decadenza.

Inizialmente partecipò al movimento surrealista dal quale: a causa delle sue affermazioni estremiste, sia nella vita che in politica, giunse nel 1939 alla rottura.

Sicuramente agli occhi del grande pubblico Dalì è senza ombra di dubbio il grande surrealista per eccellenza.

Vi è il contrasto tra: il Dalì “ perverso, multiforme, anarchico e surrealista “ ed: il Dalì “sereno, apollineo, cattolico, apostolico e romano“.

In tutta la sua vita ha vissuto il contrasto di esserne antagonista ed innamorato al tempo stesso.

In quella fantastica creazione surreale che è la corrispondenza nata tra le sue figure interiori: il Dalì anarchico e divino ed Avidadollars, (Avidadollars è l’anagramma di Salvador Dalì composto da Andrè Breton, quando questi era il Dalì, despota supremo che rompe con tutti gli schemi, disprezzando tutte le leggi divine ed umane, facendo “jumping” dalle vetrate della Quinta Strada di New York, rapito tra il Dalì posseduto da un  delirio furiosamente dionisiaco ed il tranquillo Dalì avido di denaro: ove l’antagonista si converte in innamorato.), il divino afferma: “ le sculture nate dalla mia creatività “ sono corpi estranei allo spazio terreno.

Avidadollars ricorda che i suoi lettori ( intesi come i collezionisti delle sue opere ) sanno quanto sia importante la soddisfazione di sperimentare questo accanimento della testardaggine, questo ipnotizzante ostinazione, questa ansiosa perseveranza, eludendo quella vertigine che precede la felicità dovuta all’atto intimo di far sorgere, dai pori della narici attraverso un atto capace e doloroso, esercitato intorno all’anello, un uovo aerodinamico comunemente conosciuto con il nome di “punto nero”.

Tutto ciò, è per tutti noi, contagioso, affascinante, irresistibile.

Lo stesso fascino è per Dalì il momento della creatività artistica.

Di nuovo Avidadollars: “ In effetti il mio attento lettore sa, come pure io, che tutto quello che vi è realmente di raffinato e sensazionale nella nostra epoca proviene specialmente dall’evoluzione dell’idea dello “ Spazio “ la quale, come tutto il mondo può ricordare, comincia con l’essere niente più che un alimento astratto, senza gusto né sostanza ed ha terminato -come andiamo a vedere immediatamente- ad essere ai nostri giorni, uno dei piatti più succulenti e migliori del nostro pensiero contemporaneo.

Lo spazio esisteva per Euclide, nella misura in cui l’intersezione, il punto ed il piano non avevano altra forma che gli oggetti materiali idealizzati nello spazio che affermo giungere alla consistenza di una calda tapioca perfettamente utopica e raffreddata.

E’ con Descarte che si può considerare lo spazio contenuto in tre dimensioni, cominciando a raggiungere consistenza nel gioco insipido, aprendo così all’appetito ed alle aspettative del gusto di questa stravagante cucina dello spazio.

Cucina che incontra finalmente il suo valore nutritivo ed il suo valore nella mela di Newton, che come si sa, ha sofferto indiscutibilmente inerzia e fame.

Così si potè affermare:” Questa mela è mia:” che significa:” Questa dinamica è mia.”

Questa scultura è mia!

Probabilmente fu l’affermazione che l’artista fece dopo la creazione di una sua fantastica opera: E’ l’invasione della sua prorompente creatività artistica nel mondo della creatività del pensiero umano.

Sempre Avidadollars, e cioè il divino Dalì riguardo all’argomento in oggetto e perciò riferendosi in maniera diretta a questa sua scultura dice:” In quell’epoca sembrava tanto assurdo ai saggi concedere allo spazio la funzione di”stato fisico”che, dissero manca alle mille duttilità provvisorie dell’etere, per giungere alla teoria moderna della relatività ove lo spazio si è trasformato in un qualcosa di così importante, materiale e veritiero da portarlo persino a raggiungere le quattro dimensioni includendo”il tempo”: che è la dimensione delirante e surrealista per eccellenza.”

Cosa vi è di maggiormente delirante e surrealista di una sua fantastica scultura?

Nel 1936 dichiarò solennemente” Onore all’0ggetto”.

Ogni sua scultura è nata dalla creatività del maestro catalano durante le sue scorribande netta terza dimensione e contiene un incredibile messaggio surrealista scaturito dalla sua fertile immaginazione attraverso quella personalissima delirante creatività che lo portava surrealisticamente ad affermare: “ La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo.”

E’ l’epoca della nascita degli:- Oggetto Feticcio-.

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