23 Marzo 2026
Trump lo ha detto chiaramente: non ci interessa Hormuz. Gli Usa stanno strumentalizzando la chiusura petrolifera del Golfo Persico per indurre il declino economico nei loro competitors: le potenze emergenti del Golfo, l'India, la Cina e il Giappone stesso. Siccome oggi gli Usa sono esportatori di petrolio e gas e ambiscono a divenire i primi esportatori di energia per l'intera Europa allora l'oro diventa fondamentale per Washigton per rafforzare e stabilizzare il dollaro tornando alle sue radici auree. Un dollaro di nuovo aureizzato può sostituire l'ormai obsoleto petro-dollaro. Per questo è stata indotta artificialmente una certa deflessione del prezzo dell'oro da investimento: proprio perchè gli Usa stanno incrementando l'investimento strategico aureo. Trump in pratica sta imitando i Brics anche in questo: tornare all'oro per salvaguardarsi in caso di prossimo imminente crollo finanziario-bancario-monetario e/o declino economico (con crescita dell'inflazione). In questi giorni l'oro da investimento sta lasciando sempre più Londra, la Svizzera, il Sudafrica, il Canada, il Messico e Singapore per dirigersi a New York e Washington. Ce lo ricordano varie testate specializzate, confermate anche dal Wall Street Italia. L'attuale flessione quindi è tattica e non strategica e permette di favorire le Istituzioni e le grandi banche in questo investimento precauzionale e strategico in quanto i maggiori compratori oggi non sono ancora i privati ma i governi e le banche centrali e, tra poco: anche le banche d'affari e le grandi corporations. I piccoli risparmiatori sono gli ultimi a capire i grandi movimenti mondiali e quando si muovono spesso è troppo tardi. Non è detto infatti che la normativa continuerà a lungo a permettere la libera commerciabilità dell'oro da investimento, possibile in Italia solo da ventisei anni grazie alla legge n° 7 del 2000. Gli Usa stanno rafforzandosi in uno degli asset su cui sono da sempre forti, essendo i maggiori detentori di oro da investimento di proprietà statale: più di 8.000 tonnellate! Chi scrive non è un esperto di economia ma ritiene utile sottolineare e condividere l'importanza di questi movimenti che non sono mai solo economici ma rappresentano strumenti principe di cambiamenti geopolitici mondiali.
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