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"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Guerra segreta per il petrolio - parte I.

Spie, avventurieri, petrolieri squali, onoreficenze e filantropia per convenienza.

23 Marzo 2026

Guerra segreta per il petrolio - parte I.

Si tiene troppo spesso in poca considerazione la guerra che corse in parallelo alle due guerre mondiali, ovvero quella meno conosciuta per le fonti energetiche. Non si vuole entrare nel solco del "Materialismo Storico " di Marx che sosteneva che la struttura economica di una società determini la sua sovrastruttura ( leggi, politica, ideologia). Non si desidera abbracciare in toto nemmeno il " Realismo nelle Relazioni Internazionali", che è una scuola di pensiero che sostiene che gli stati agiscono per massimizzare la propria sicurezza e potenza, quindi la prosperità economica è considerata una base necessaria per la potenza militare ; conseguentemente l'espansione economica diventa un obbiettivo strategico di sicurezza nazionale. Gli storici che seguono questo approccio identificano quattro pilastri principali : 1) Accesso alle materie prime, 2) Controllo dei mercati, 3) Controllo delle rotte commerciali, 4) Il complesso militare industriale. Ovviamente il tutto è più articolato, perchè molto spesso le élite politiche utilizzano narrazioni nazionaliste, religiose o democratiche per convincere le popolazioni a combattere. Senza un interesse condiviso, sarebbe ben difficile mobilitare una società per un conflitto che, in realtà, favorisce gli interessi economici di pochi. Questa analisi troppo razionale , spesso, non tiene conto delle variabili umane, psicologiche, delle ambizioni personali dei leader, delle identità etniche e dei valori culturali. Gli esseri umani non sono sempre attori perfettamente razionali che calcolano il " costo-beneficio" di una guerra. A volte entrano in gioco passioni, desiderio di prestigio, o traumi storici. In sostanza la tesi economica non spiega tutto, ma fornisce una lente di ingrandimento. Per questo motivo in questa prima parte andrò ad analizzare chi furono i principali attori di questa guerra per il petrolio. Importante ricordare ciò che disse nel 1918 Clemenceau ( 1841 - 1929) ex Primo Ministro francese : " una goccia di petrolio vale di più di una goccia di sangue !". Henry Beranger ( 1867- 1952), diplomatico, politico, giornalista francese, esponente dello stesso partito di George Clemenceau, sottolineò il concetto, dichiarando : " chi avrà il petrolio, avrà l' impero". Il 30° presidente americano Calvin Coolidige ( 1872- 1933) affermò : " la supremazia fra le nazioni sarà probabilmente determinata dal possesso del petrolio". Fino a buona parte dell' 800, il petrolio era considerato un rimedio per alcune malattie come cancro e reumatismi. La prima figura che viene in mente è quella di WILLIAM AVERY ROCKFELLER ( 1810- 1906), che aveva lavorato come boscaiolo, commesso viaggiatore, poi come " medico botanico" e venditore di elisir , con lo pseudonimo di dr. William Livingstone. Il figlio dell'imbonitore fu John Davison Rockfeller ( 1839 - 1937), ovvero il capo della Standard Oil, uno dei padroni del mondo, noto e criticato per i suoi metodi assolutamente spregiudicati nello sbarazzarsi dei concorrenti, mandandoli spesso in bancarotta. Lo " Squalo", così venne chiamato Rockfeller finì brutalmente in cronaca il 20 aprile del 1914 per il famoso " Massacro di Ludlow". A Ludlow, in Colorado, un elevato numero di minatori, molti dei quali di origine italiana, vennero assassinati durante la repressione di uno sciopero, purtroppo anche insieme a donne e bambini. Le guardie private, autori della strage, insieme alla milizia civile, erano state ingaggiate dalla Colorado Fuel and Iron Company, guidata da John Rockfeller jr. Per riabilitarsi da questo pesantissimo danno all'immagine, i Rockfeller si lanciarono in iniziative benefiche. Adesempio la Fondazione Rockfeller diede vita al MoMa, il museo di arte moderna di New York. Il New York Times del 22 aprile del 1914 aveva riportato un articolo furente di Hans Ruesch, che descrisse la brutalità della repressione. Vi era proprio necessità di acquistare una " nuova verginità". ( Vedi anche l'articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 2/6/2020). Gli altri personaggi di quell'epoca non erano da meno. SIR BASIL  ZAHROFF (1849- 1936), fece fortuna con il traffico d'armi. Per questo era chiamato " il mercante di morte". Nacque nell'Impero Ottomano, da giovanissimo si dedicò ad attività al limite dell'illegale, facendo il tuttofare per un bordello ed il piromane su commissione per perpetrare truffe ai danneggiati dagli incendi ( vedi anche breve biografia su Wikipedia). Poi fu accusato da uno zio, commerciante di tessuti  a Galata,  di appropriazione indebita. Fuggì a Londra e nel 1875 entrò nell' Intelligence britannica. In seguito diventò agente della Nordenfeldt, fabbrica di cannoni. I suoi destini si incrociarono con quelli dei grandi petrolieri. nel tentativo di assicurarsi i giacimenti di petrolio dell' Asia Minore, scatenò la guerra della Grecia contro laTurchia, nella quale morirono 300.000 militari greci. Troviamo la sua firma anche nella Guerra Russo Giapponese e nella Seconda Guerra Boera. In Francia venne insignito della Legion d' Onore. Poincarè voleva farlo radiare dagli albi della Legion d' Onore, perchè aveva fornito petrolio ai sottomarini tedeschi, durante la Prima Guerra Mondiale, ma  Zahroff era troppo potente ed era anche grande amico di Lloyd George ( 1863 -1945), uno dei quattro grandi che dominarono la Conferenza di Pace di Versailles nel 1919. Come altri cercò di migliorare la sua immagine pubblica, donando ingenti somme alla Sorbona, all' Università di Oxford ed all' Imperial College. Si ritirò poi nel Principato di Monaco, dove contribuì notevolmente allo sviluppo dello stesso e rifondò l'iconico casinò. E' l'esempio lampante del mercante di morte, che incrociò i propri interessi con gli affari petroliferi e bancari, non esitando a scatenare guerre per potere e ricchezze. HARRY SINCLAIR (  1876-1956) l'americano fondatore della Sinclair Oil. Nel 1920 fu travolta da molti scandali, anche in Italia, dove venne ipotizzato il pagamento di molte tangenti per ottenere il monopolio delle concessioni nel paese. Alcuni storici hanno ipotizzato che la morte del deputato socialista Giacomo Matteotti fosse da imputare alla scoperta, da parte dello stesso, del meccanismo di tali tangenti e dei personaggi coinvolti, inclusi alcuni importanti esponenti del governo. Mauro Canali ( 1944) è lo studioso che ha probabilmente più contribuito a legare il delitto Matteotti agli interessi finanziari. Nel suo saggio fondamentale " Il delitto Matteotti : Affarismo e politica nel primo fascismo" ( 2004), Canali sostiene che l'uccisione di Giacomo Matteotti non sia stata causata solo dal suo celebre discorso alla Camera contro i brogli elettorali del 30 maggio 2024. Secondo Canali il movente principale sarebbe stato il rischio di uno scandalo finanziario legato alla Sinclair Oil, che avrebbe visto la corruzione di esponenti del governo fascista. Gli si contrappone il Prof. Enrico Tiozzo, che ringrazio per avermi risposto cortesemente in merito adalcuni interrogativi, che escludela matrice di stato del delitto Matteotti. Secondo lo storico , l'uccisione fu solo un' aggressione, finita in tragedia, che aveva come unico obbiettivo iniziale quello di intimidire o picchiare il deputato socialista. Secondo lo studioso non vi era nessuna borsa contenente documenti compromettenti. L'autore sostiene che la versione consolidata del delitto sia frutto di un depistaggio durato un secolo. Sinclair, nel corso della sua vita movimentata, fu tre volte miliardario e tre volte senza un centesimo. Si comprava interi ministeri e pose la sua candidatura al Regno d' Albania, passando per le prigioni americane, per oltraggio alla corte, essendo implicato nello scandalo " Teapot Dome". Un brutto pasticcio per corruzione che coinvolse l'amminstrazione del presidente Usa Warren Harding, noto massone di 33° grado. CALOUSTE SARKIS GOULBEKIAN ( 1869- 1955), il famoso " Mr. Five %", legato alla Compagnia Petrolifera Turca,poi Irachena. Prima amico di Deterding, poi suo acerrimo nemico. Fondamentalmente il suo successo fu quello di riuscire a riunire vari interessi internazionali ( britannici, olandesi, tedeschi, francesi ed americani) per lo sfruttamento dei giacimenti in Mesopotamia. Fu un appassionato e raffinato collezionista d'arte. Accumulò oltre 6.000 pezzi, spaziando dall'arte egizia antica, greca, mesopotamica, asiatica, islamica ed europea, con capolavori di Rembrandt, Turner, Manet ed altri. Durante la Seconda Guerra Mondiale si rifugiò in Portogallo dove rimase fino alla sua morte nel 1955. A Lisbona vi è la Fondazione Calouste Gulbekian. Sebbene durante il Genocidio Armeno, Gulbekian vivesse all'estero, lasua identità armena infuenzò ogni aspetto della sua filantropia e della sua diplomazia. Nonostante fosse un cittadino britannico naturalizzato ed un uomo d'affari globale, Gulbekian utilizzò tutta la sua influenza per proteggere gli armeni. Sfruttò i suoi contatti ai massimi livelli nei governi britannico, francese ed iraniano per perorare la causa armena durante i trattati di pace post Prima Guerra Mondiale. Fu un pilastro della comunità armena della diaspora e fu anche una figura centrale dell'Armenian Benevolent Union ( AGBU), la più grande organizzazione benefica armena del mondo. HENRY DETRDING (1866- 1936) e MARCUS SAMUEL ( 1853-1927). Il primo da piccolo impiegato di in una compagnia in una colonia olandese, divenne il " Napoleone del Petrolio" e consigliere del Re d'Inghilterra. Fu cavaliere dell'Ordine dell' Impero Britannico e capo della Royal Dutch. Figlio di un capitano di lungo corso, rimase orfano a dodici anni. Nel 1874 entrò come apprendista in una piccola banca. Poi passò in una banca molto potente, la Neederlansche Handels Maatschappy e venne mandato nelle Indie Olandesi. Lì fece conoscenza di Augusto Kessler, il capo della Royal Dutch, che lo prese sotto la sua protezione. Kessler era già anziano e malato ed aveva bisogno di un uomo fidato che potesse amministrare il patrimonio in favore figlio, Augusto Kessler jr. Gli creò quidi una posizione importante nella sua compagnia. Deterding fedelmente rispettò il suo compito, moltiplicando l'eredità del giovane Kessler, che sarebbe poi diventato uno dei re del petrolio al mondo. Lord Fisher lo definì " Napoleoniano nella sua audacia, cromwelliano nella sua accortezza e perseveranza".  Osò sfidare la potenza dellaStandard Oil dei Rockfeller. Per farequesto riuscì a trovarsi un potente alleato. MARCUS SAMUEL ( 1853- 1927). Un povero ebreo, basso e cicciottello, nato negli slums di Whitechapel fu co-fondatore della Shell. Partì da commerciante di conchiglie ( da qui il nome ed il logo del marchio " Shell"). Progettò le prime navi cisterna capaci di attraversare il Canale di Suez, abbattendo così i costi di trasporto, rispetto a quelli delle navi tradizionali. Nel 1907 la Shell Transport and Trading Company di Samuel Marcus si fuse con la Royal Dutch Petroleum Company di Deterding, per poter competere con i giganti. La fusione diede vita alla Royal Dutch Shell. Ricoprì la carica di Lord Mayor di Londra fra il 1902 ed il 1903. Fu poi elevato al rango di pari del Regno Unito, diventando il primo Visconte Bearsted. Fu molto attivo nel sostenere la comunità ebraica londinese ed in opere ci carità. Sebbene Samuel fosse un genio della logistica, non era un amministratore solido. Fra il 1902 ed il 1907 rischiò la bancarotta. Di fatto per salvare l'azienda fu costretto alla fusione con la Royal Dutch di Deterding. Mentre era sindaco di Londra si trovò al centro di una polemicadiplomatica e finanziaria, in quanto cercò di utilizzare la sua influenza per ottenere concessioni petrolifere in Persia ed in Iraq. L' Ammiragliato britannico ed il Foreign Office iniziarono a diffidare di lui, considerandolo troppo concentrato sui propri interessi personali, rispetto agli interessi strategici dell' Impero. Ma vi furono anche altri grandi attori. Le loro azioni superarono la fantasia di uno scrittore. SIDNEY RILLEY ( 1873-1925). La prima super spia del XX secolo. Ebreo di origini russe era poliglotta, carismatico, imprevedibile, ispirò a Ian Fleming la figura di James Bond. Riuscì, travestito da prete, a sottrarre un importante documento dello scià Nasser ed Din per le concessioni in Persia. Fu il principale attore del Grande Gioco della guerra anglo russa per le concessioni in Persia. Lavorò per i servizi britannici e sparì in Russia durante i tentativi per sabotare la Rivoluzione Bolscevica. WILLIAM KNOX D' ARCY ( 1873- 1925). Nacque in Inghilterra emigrò in Australia da giovane e divenne avvocato. La sua vera fortuna arrivò quando fu tra i fondatori della Mount Morgan Gold Mining Company nel Queensland, unadelle miniere d'oro più ricche al mondo. Diventato ricco tornò a Londra. Ma l'ambizione lo spinse a lanciarsi in un'impresa ancora più difficile, ovvero la ricerca del petrolio in Persia. Nel 1901 firmò con lo scià di Persia la "Concessione d'Arcy" che gli garantì il diritto esclusivo di esplorare e sfruttare il petrolio in Persia per 60 anni. Proprio quando i suoi sforzi sembrarono finire nel nulla, venne scoperto il petrolio aMasjid- j-Sulaiman, che fu il primo grande giacimeto del Medio Oriente. Questascoperta portò alla nascita nel 1909 della Anglo Persian Oil Company ( APOC). La compagnia divenne poi la Anglo Iranian Oil Company per assumere il nome di British Petroleum . Winston Churchill spinse molto per acquistare la maggioranza dellasocietà per garantire il carburante alla Royal Navy. Secondo la versione " leggendaria", nel 1905, mentre D' Arcy si troava in Costa Azzurra per vendere i suoi diritti di esplorazione petrolifera in Persia ai Rothschild, sarebbe intervenuto Reilly, vestito da prete cattolico per avvicinare D ' Arcy e grazie al suo carisma ed alle capacità di manipolazione avrebbe convinto D' Arcy ad interrompere le trattative e rivolgersi al governo britannico. Non fu certamente solo la guerra per il petrolio a muovere grandi interessi e conflitti. Ad esempio quando si parla della Guerra Cino Giapponese non ci si può dimenticare che fu una guerra d'espansione economica della famiglia Mitsui. In particolare nella Seconda Guerra Cino Giapponese ( 1937- 1945) il legame fra l'espansionismo militare nipponico e gli interessi della famiglia Mitsui fu simbiotico. Mitsui non era solo una banca o un'azienda commerciale, controllava miniere, acciaierie e cantieri navali. In più il gruppo produsse armi, munizioni, navi ed uniformi per l' Esercito Imperiale. Similmente la Guerra Anglo Boera ( 1899- 1902) fu indissolubilmente legata agli interessi della famiglia Barnato. Il patriarca della dinastia, Barney Barnato ( nato Isaacs Barnet 1851-1897) fu uno dei magnati che controllavano le ricchezze minerarie della regione. Barnato arrivò in Sud Africa nel 1873 con pochi soldi ed iniziò come venditore ambuante. La sua fortuna esplose grazie all'abilità negli affari. Fondò la Barnato Diamond Mining Company, diventando il principale concorrente di Cecil Rhodes ( 1853 - 1902). Rhodes era un fervente sostenitore dell' imperialismo britannico. Il suo obbiettivo dichiarato eral'espansione dell 'Impero in Africa. Credeva fermamente nella supremazia della razza anglosassone, che riteneva destinata a guidare e civilizzare il mondo. La sua ideologia, documentata ne suoi testamenti, ha alimentato le politiche segregazioniste che avrebbero poi portato, decenni dopo, all' Apartheid in Sud Africa.In suo onore, l'attuale Zimbawe, venne chiamato Rhodesia. Fu il fondatore della De Beers nel 1988, colosso dei diamanti, passato poi negli anni 20 sotto il controllo di Ernest Oppenheimer. Il legame si è interrotto nel 2012 quando la famiglia Oppenheimer ha deciso di vendere alla Anglo American, per circa 5.1 miliardi di dollari. Molto difficile sostenere che gli interessi economici non muovano il mondo, pur considerando le variabili umane. Del resto Napoleone Bonaparte diceva al riguardo : " Ci sono due leve che muovono il mondo, la paura e l'interesse". Esopo  disse : " Tutti gli uomini sono buoni, finchè non hanno un interesse a non esserlo". 

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