19 Febbraio 2026
SeaWatch Fonte: Imagoeconomica
Il tribunale di Catania ha sospeso il fermo amministrativo di 15 giorni e la relativa multa alla Sea Watch 5 dopo che quest'ultima era intervenuta per il soccorso di 18 migranti in acque internazionali di competenza libica. L'annuncio è arrivato dalla stessa ong: "Il provvedimento di fermo della Sea Watch 5 è stato revocato. Ieri il tribunale di Catania ha deciso di sospendere il provvedimento di fermo di 15 giorni e la relativa multa. Presto torneremo nel Mediterraneo centrale". La Lega ha replicato così alla decisione: "Continue provocazioni di alcuni giudici a favore di ong straniere che trasportano clandestini. Contro l'Italia e gli italiani. Votare Sì è un dovere morale", con evidente riferimento al referendum in programma il 22 e il 23 marzo.
L'intervento di soccorso della Sea Watch 5 è avvenuto in acque internazionali, nella zona Sar libica, e la multa sarebbe stata disposta dopo che le autorità italiane non avevano comunicato a quelle libiche le posizioni di soccorso. L'ong ha giustificato la sua scelta parlando di presunte "continue violazioni dei diritti umani".
Il provvedimento era stato emesso dopo un'operazione di soccorso di 18 migranti lo scorso 25 gennaio, con l'assegnazione di Catania come porto sicuro.
La Lega parla di continue provocazioni, anche perché la sospensione del fermo arriva quasi in concomitanza di una sentenza del tribunale di Palermo, che ieri ha condannato lo Stato italiano a risarcire la ong per il fermo "illegittimo" della nave Sea Watch3 nell'estate 2019, quando Salvini era titolare del Ministero dell'Interno. Per la medesima vicenda erano state archiviate le posizioni dell'ex comandante Carola Rackete. In seguito alla sentenza, la premier Meloni ha dichiarato di esser rimasta "letteralmente senza parole".
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