03 Febbraio 2026
Niscemi, fonte: X @manginobrioches
La frana di Niscemi continua a muoversi, anche se con velocità in rallentamento, mentre la Procura di Gela avvia un’indagine che risale fino al 1997 per accertare eventuali responsabilità, omissioni o condotte attive che possano aver contribuito al disastro. Al centro dell’inchiesta anche l’uso di analisi scientifiche affidate a esperti universitari.
Rimane alta l’attenzione sulla frana di Niscemi, che da oltre una settimana sta causando crolli, evacuazioni e una vasta zona rossa inaccessibile. Il procuratore di Gela Salvatore Vella ha confermato l’apertura di un fascicolo per disastro colposo, chiarendo che al momento non ci sono indagati ma che la situazione è destinata a evolversi. "Non guarderemo in faccia nessuno", ha detto, spiegando che l’indagine partirà dalla grande frana del 1997 per ricostruire una possibile catena di cause e responsabilità. Secondo il magistrato, l’obiettivo è capire "se ci sono state condotte omissive che hanno contribuito a causare l’evento oppure se qualcuno, agendo, ha contribuito a provocarlo". Giovedì verrà conferito l’incarico a tre consulenti tecnici dell’Università di Palermo, che lavoreranno insieme alla polizia per analizzare il terreno, le costruzioni e la gestione delle acque.
Nel frattempo, la Protezione civile monitora costantemente l’evoluzione del fenomeno. Il capo dipartimento Fabio Ciciliano ha spiegato che "la frana è ancora in movimento, anche se la velocità sta rallentando". È ormai certo che gli edifici nella prima fascia della zona rossa, quella più vicina al fronte di crollo, non potranno essere riabitati. Gli sfollati sono circa 1.300 e la città sta tentando un lento ritorno alla normalità. Da ieri gli studenti sono tornati a scuola, affiancati da psicologi per aiutare i più piccoli ad affrontare il trauma dello spostamento improvviso e dell’emergenza. "Il cambiamento degli spazi e delle abitudini può generare paura e disorientamento", hanno spiegato i sanitari impegnati sul territorio. L’inchiesta punta ora a chiarire se l’evento fosse prevedibile e prevenibile, e se qualcuno avrebbe potuto intervenire prima per evitarlo. "Partiremo dall’evento che è ancora in corso per risalire indietro nel tempo", ha sottolineato Vella, ribadendo che ogni livello di responsabilità verrà valutato senza distinzioni.
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