02 Febbraio 2026
Teheran, 2 feb. (askanews) - Murales antiamericani sul muro esterno dell'ex ambasciata statunitense a Teheran. Dopo gli avvertimenti sul rischio di una "guerra regionale", l'Iran ha chiesto colloqui con Washington sulla questione nucleare, mentre Donald Trump si è detto fiducioso nella possibilità di un accordo.
Intanto la Francia prende una posizione netta. L'Iran deve "decidere di fare importanti concessioni" nei negoziati diplomatici per evitare attacchi statunitensi sul suo territorio, ha affermato il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot a margine di una visita a Tolosa.
La Francia ha convocato ripetutamente l'ambasciatore iraniano, come il 13 gennaio 2026, per protestare contro la repressione violenta dei manifestanti pacifici, le detenzioni arbitrarie e il blocco di internet, esprimendo pieno sostegno al popolo iraniano. Parigi condanna fermamente la "violenza di Stato" e chiede il rispetto delle libertà fondamentali. E secondo alcuni osservatori, Parigi e Washington si dividono il ruolo di 'poliziotto buono e poliziotto cattivo'. Mentre gli Usa in epoca Trump rafforzano la presenza militare (portaerei e Patriot) e congelano attacchi imminenti, la Francia adotta un tono simile ma enfatizza sanzioni e negoziati multilaterali, come nel G7. Non a caso Macron ha espresso allineamento diretto con Washington su Iran e Siria al World Economic Forum.
Venerdì è previsto a Istanbul, in Turchia, un incontro tra l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. La notizia è stata riportata dal media statunitense Axios.
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