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Garlasco, genetista Linarello: "I capelli fotografati sulla scena non ci sono più, quelli nel lavandino non sono stati neanche repertati"

“Il problema è che erano tanti capelli”, ha aggiunto il genetista. “Erano anche sul portavasi, erano ovunque e bisognava effettivamente repertarli"

21 Gennaio 2026

Garlasco, genetista Linarello: "I capelli fotografati sulla scena non ci sono più, quelli nel lavandino non sono stati neanche repertati"

Il genetista Pasquale Linarello (Fonte: Mattino5)

Il caso del delitto di Garlasco torna sotto i riflettori per un elemento che, a distanza di anni, continua ad alimentare dubbi e interrogativi: i capelli fotografati sulla scena del crimine risultano oggi irreperibili. A riportare l’attenzione su questo aspetto è stato il genetista Pasquale Linarello, intervenuto a “Mattino 5”, dove ha ricostruito le criticità legate alla gestione dei reperti.

Garlasco, genetista Linarello: "I capelli fotografati sulla scena non ci sono più, quelli nel lavandino non sono stati neanche repertati"

Che io sappia non credo che ci siano più i capelli fotografati”, ha dichiarato Linarello, spiegando che una parte del materiale visibile nelle immagini scattate subito dopo il delitto non sarebbe mai entrata formalmente nel percorso delle analisi scientifiche. Ancora più grave, secondo l’esperto, quanto emerso in relazione ai capelli rinvenuti nel lavandino: “I capelli del lavandino invece non sono stati neanche repertati”.

Stando alla ricostruzione fornita dal genetista, quei capelli furono inizialmente documentati fotograficamente dall’arma territoriale intervenuta nell’immediatezza dei fatti, ma nessuno avrebbe poi proceduto alla loro effettiva raccolta. “Nel momento in cui successivamente c’è l’accesso del Ris, questi capelli non si trovano, non vengono repertati”, ha spiegato Linarello, evidenziando una evidente discontinuità tra la prima fase dei rilievi e gli accertamenti tecnici successivi.

Un’assenza che pesa anche per la quantità e la diffusione dei reperti sulla scena. “Il problema è che erano tanti capelli”, ha aggiunto il genetista. “Erano anche sul portavasi, erano ovunque e bisognava effettivamente repertarli”. Un passaggio che sarebbe stato cruciale, soprattutto alla luce delle attuali tecniche di analisi genetica, potenzialmente in grado di fornire nuovi elementi per la ricostruzione dei fatti.

Il caso dei capelli, unito ad altre sviste nelle indagini sul caso Garlasco aprono nuovi interrogativi e dubbi sulla condanna di Alberto Stasi, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi. Le ultime analisi sull'impronta 33, sul dna di Andrea Sempio e sui file pornografici trovati nel pc di Stasi, potrebbero mettere in dubbio la ricostruzione ufficiale della sentenza.

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