Martedì, 17 Marzo 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Il miracolo firmato Donald Trump: rendere l’Europa maggiorenne e condannare a morte la destra tecnocratica

Il Tycoon è riuscito nell’impossibile: rendere quella carcassa del nostro Continente qualcosa di vicino al serio

17 Marzo 2026

Il miracolo firmato Donald Trump: rendere l’Europa maggiorenne e condannare a morte la destra tecnocratica

Ricordo che ai tempi delle elezioni in America, tra Donald e Kiavala (suona meglio di Kamala) Harris, mi schierai al 100% con il biondone. Nella sua precedente legislatura, l’amichetto di Epstein fu il primo Presidente a non lanciare una bomba, aveva degli ottimi rapporti con Putin e metteva vagina e soldi al primo posto. 

La Harris e i Democratici, tra frociaggini varie, cancell culture e il desiderio di conquistare Mosca, mi spaventavano non poco.

Mai però avrei pensato che il Tycoon riuscisse nel più impossibile dei miracoli: fare a pezzi l’egemonia degli Stati Uniti e ricompattare un’Europa che tutti, io per primo, davamo per moribonda.

Non che la Von Der Leyen sia rinsavita, sia chiaro, ma mai avrei immaginato che tutti i Paesi europei in coro dicessero “no” alla richiesta di aiuto americana in Iran. Roba da orgasmo nel più laido film porno immaginario con Melania Trump, Rita Levi Montalcini e Madre Teresa, tutte insieme solo per te.

Certo, il premio per il politico con le palle va al capofila di questa rivolta, Sánchez, considerato un po’ ovunque un eroe, indipendentemente dalla propria appartenenza politica.

In tutto questo, il vero successo di Trump si è completato nel modo più inaspettato, con tutta un’altra serie di risultati: è riuscito a radicare l’odio nei confronti di Israele, sdoganando l’antisemitismo; è riuscito a far diventare putiniani anche i più strenui difensori di quella chiavica di Zelensky e — squillino le trombe — è riuscito a far incazzare la Cina.

Su Cuba neanche commento: potrebbe essere la sua tomba, non solo politica. Un eventuale attacco sarebbe la miccia per la Terza Guerra Mondiale, scatenando il mondo contro gli Stati Uniti.

E pensare che sto vecchio rincoglionito ha alzato tutto questo casino solo per i file di Epstein (ricattato da quel porco che si spera sia morto di Bibi Netanyahu).

Ora restano poche speranze. In primo luogo, una bella guerra civile in America, che male non farebbe a un Paese da troppi anni allo sbando, che ha svenduto i suoi valori allo strapotere della Silicon Valley.

In secondo luogo, se è vero che noi siamo un riflesso degli Stati Uniti, forse anche l’era dell’incapacità meloniana di Giorgia, la più serva tra i servi di Trump, è vicina al tramonto. Daje che se levamo dar cazzo Tajani, Lollobrigida e La Russa! Per quanto mia nonna sentirà la mancanza dei saggi consigli del reggente di Forza Italia.

Per toglierci dalle palle anche Calenda basta poco, non vi preoccupate. Alle prossime elezioni potrebbe diventare un ridicolo ricordo.

In chiusura, una domanda per un amico: Giorgia, il Nobel per la Pace a Trump, te lo ricordi? Ecco, rinfrescati la memoria e dallo letteralmente "a sto cazzo", incapace che non sei altro.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

x