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Omicidio Mansouri, Cinturrino chiede domiciliari e respinge accuse: "Ho sparato per paura", altri 2 poliziotti indagati

"Ho sparato perché avevo paura perché quella è una brutta zona della città". La stessa "paura" di conseguenze per il suo gesto lo avrebbe spinto, a suo dire, a posizionare una pistola accanto al cadavere di Mansouri, per accreditare la versione di una legittima difesa

17 Marzo 2026

Omicidio Rogoredo, Cinturrino resta in carcere dopo decisione gip, capo polizia Pisani: “Via la divisa, va destituito subito”

Cinturrino e Mansouri, fonte, X: @gimmoriso

Carmelo Cinturrino chiede i domiciliari e respinge le accuse. Il poliziotto, in carcere dal 23 febbraio con l'accusa di aver ucciso Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo, si è difeso davanti al Riesame di Milano, ribadendo la sua posizione. Cinturrino ha riferito di aver "sparato per paura" e "non voleva uccidere", che è "molto provato" per la perdita di una "vita umana", ma che è stata "una tragica fatalità". E riguardo al martello con cui girava, che gli era valso l'appellativo di "Thor", ha spiegato: "Non lo usavo per picchiare le persone, ma per cercare droga o denaro che veniva nascosto sotto terra a Rogoredo".

Omicidio Mansouri, Cinturrino chiede domiciliari e respinge accuse: "Ho sparato per paura"

"Ho sparato perché avevo paura perché quella è una brutta zona della città". La stessa "paura" di conseguenze per il suo gesto lo avrebbe spinto, a suo dire, a posizionare una pistola accanto al cadavere di Mansouri, per accreditare la versione di una legittima difesa.

Così il suo avvocato Marco Bianucci nel riferire le dichiarazioni del suo assistito: "Ha ribadito la dinamica dei fatti, la propria responsabilità per aver messo l'arma vicino al cadavere, ma assolutamente ha negato la volontà di uccidere e ha negato la premeditazione. Ha sparato per paura, era al buio, in una brutta zona della nostra città. Conosceva Manouri solo da una foto segnaletica, con lui non aveva nessun rapporto". 

A Cinturrino è contestata anche la premeditazione. È indagato per oltre 30 capi di imputazione, tra estorsioni, arresti illegali, spaccio, concussioni, rapina, sequestro di persona, calunnia, percosse, depistaggio e falso.

Altri 2 poliziotti indagati

Al contempo, la procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati altri due poliziotti del commissariato Mecenate. Quattro poliziotti erano già stati iscritti per favoreggiamento e omissione di soccorso.

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