09 Gennaio 2026
Gianni Alemanno, fonte: imagoeconomica
Gianni Alemanno resta in carcere a Rebibbia. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso presentato dai legali dell'ex sindaco di Roma, dichiarandolo "inammissibile". Alemanno è stato condannato a 1 anno e 10 mesi per traffico di influenze. È stato arrestato e portata a Rebibbia la notte di capodanno, il 31 dicembre 2024, perché avrebbe violato gli obblighi sui lavori socialmente utili. L'ex primo cittadino ha anche recentemente denunciato le condizioni del carcere: "Moriamo di freddo, caloriferi spenti e caldaie rotte, gli agenti sono nelle nostre stesse condizioni".
Niente da fare per Gianni Alemanno. La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai suoi legali, definendolo "inammissibile". L'ex sindaco di Roma deve quindi restare in carcere a Rebibbia, dove dovrà scontare la sua pena.
L'ex sindaco di Roma chiedeva la revoca della porzione della pena relativa al traffico di influenze in conseguenza dell'abolizione del reato di abuso d'ufficio. I suoi legali avevano presentato l'istanza contro la sentenza del gennaio scorso dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la quale era stata respinta l'istanza di revoca della sentenza di condanna, emessa dalla Corte di Appello di Roma, per intervenuta "abolitio criminis", limitatamente al capo 1 dell'imputazione.
La difesa, rappresentata dall'avvocato Cesare Placanica si è dichiarata "estremamente delusa in considerazione della scelta di non voler affrontare il merito della questione posta relativa al fatto che la condotta originariamente sanzionata dalla Cassazione, l’aver sollecitato l'immediato pagamento, senza attendere il maturare del proprio turno, ad Ama ed Eur Spa di somme pacificamente dovute, non fosse più penalmente rilevante. Lo sconcerto rispetto all’atteggiamento della giurisdizione italiana aumenta dato che in singolare coincidenza proprio oggi la Cedu ha comunicato alla difesa il superamento del vaglio di ammissibilità del ricorso che avevamo proposto, avverso il primo rigetto del nostro ricorso".
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