12 Luglio 2024
Giacomo Bozzoli, fonte: LaPresse
Giacomo Bozzoli è stato arrestato. La storia legata all'omicidio di suo zio Mario è lunga, ed inizia l'8 ottobre del 2015, precisamente poco dopo le 19:15, orario in cui il 52enne titolare della fonderia di Macherio, si spegnerà dopo essere stato ucciso e gettato nel forno. Il nipote Giacomo è sempre stato ritenuto l'imputato principale, in seguito venne indagato anche un altro operaio presente nella fonderia quella sera: l'operaio Oscar Moggi. Secondo l'accusa, Giacomo Bozzoli si sarebbe avvalso dell'aiuto dell'uomo e di Giuseppe Ghirardini, un'altro dipendente. Quest'ultimo sarebbe stato l'incaricato a gettare il corpo nel forno. Sei giorni dopo Ghiradini venne trovato morto a Case di Viso, in Valcamonica con una capsula di cianuro all'interno del suo corpo. Aveva detto alla sorella che sarebbe uscito per una battuta di caccia ma aveva lasciato a casa i fucili e i cani. Ghirardini sarebbe anche stato ricompensato con 50mila euro da Giacomo Bozzoli, definito dai magistrati "un violento e prevaricatore: odiava lo zio e voleva ucciderlo, pianificava la sua morte da anni nei minimi dettagli".
Giacomo Bozzoli e la storia che ruota attorno all'omicidio dello zio. Tutto iniziò dopo le 19:15 dell'8 ottobre 2015, quando del titolare della fonderia si persero le tracce. Due minuti prima aveva telefonato alla moglie, Irene Zubani: "Sto uscendo adesso. Il tempo di cambiarmi e arrivo". I due avevano in programma una cena in una trattoria vicino casa.
Per i giudici il nipote Giacomo era vicino al forno tra le 19:15 e le 19:18, quando fu segnalata la “fumata anomala”. In quel momento il corpo di Mario Bozzoli sarebbe stato dato alle fiamme.
Il movente sarebbe doppio, legato all'odio verso lo zio e agli interessi economici: il nipote era l’unica persona "in cui è risultato coesistere, unitamente all’odio ostinato e incontenibile già molto tempo prima rispetto all’omicidio a sua volta germinato da un rancore altrettanto persistente e irremovibile nei confronti della vittima, anche l’interesse economico per ucciderla riconducibile agli interessi societari e familiari". È stato anche asserito che più nello specifico i nipoti tendevano a risparmiare sui costi e a gonfiare le fatture.
Il resto? Il 30 settembre del 2022 la condanna all'ergastolo per Giacomo Bozzoli dalla Corte d’Assise di Brescia, presieduta dal giudice Roberto Spanò, pena confermata nel processo di secondo grado e poi dalla Cassazione il 1 luglio 2024. L'uomo è stato latitante per 11 giorni, prima del ritrovamento nella sua villa di Soiano del Lago, in provincia di Brescia, dove è stato trovato sotto il cassonetto del letto con un borsello nel quale erano contenuti 50mila euro in contanti. Non sono ancora chiare le tappe della latitanza di Bozzoli: di certo c'è che lo scorso 30 giugno è stato fotografato in un hotel di Marbella in Spagna, nel quale si era recato assieme alla compagna Antonella Colossi (rientrata in Italia il 5 luglio) ed il figlio. Non è chiaro né come sia rientrato in Italia né dove sia finita la Maserati Levante che ha usato per lasciare il nostro Paese. Tutte cose che probabilmente verrano chiarite nei prossimi giorni.
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