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Donato Bilancia, chi è: vittime, genitori, morte, laurea, fidanzata

Tutto quello che c'è da sapere su Donato Bilancia, ecco chi è, o meglio chi era veramente: vittime, genitori, morte, laurea, fidanzata

07 Ottobre 2022

Donato Bilancia, chi è: vittime, genitori, morte, laurea, fidanzata,  storia vera

Fonte: Facebook

Tutto quello che c'è da sapere su Donato Bilancia, ecco chi è, o meglio chi era veramente il serial killer: vittime, genitori, morte, laurea, fidanzata. Detto Walter, l'uomo era nato il 10 luglio 1951 e aveva commesso ben 17 omicidi fra il 1997 e il 1998 in Liguria e nel basso Piemonte. Prima di morire, 17 dicembre 2020 a Padova, stava scontando una maxi pena da ben 13 ergastoli.

Donato Bilancia, chi è: biografia, genitori e gioventù

Donato Bilancia è nato a Potenza. I suoi genitori erano Rocco Bilancia, dipendente pubblico, e Anna Mazzaturo, casalinga. Da giovanissimo si trasferì con la famiglia prima ad Asti, poi a Capaccio, in provincia di Salerno, e nel 1956 a Genova. Il giovane Donato avrebbe sempre avuto un rapporto molto complicato sia con la madre, sia col padre e anche con il fratello. Ragazzo problematico, iniziò ad avere problemi con la legge già da adolescente.

Viene arrestato per la prima volta nel 1974, in flagranza di reato per furto. Poi verrà arrestato una seconda volta, nel 1976, per rapina. Riuscirà ad evadere dal carcere e riprenderà la sua vita da ladro e da giocatore d'azzardo. Nell'ambiente delle bische clandestine era noto con il nome di "Walterino", dal suo soprannome Walter.

L'episodio che cambierà per sempre la sua vita andrà in scena nel 1987. Il fratello Michele, infatti, si suicida buttandosi sotto un treno presso la stazione di di Genova Pegli. L'uomo aveva in braccio il figlio più piccolo, Davide, di appena 4 anni. Tale episodio segnò in modo definitivo e irreparabile Donato, amplificando i suoi disturbi mentali già da tempo presenti.

Donato Bilancia, chi è: le vittime del serial killer

Sono state 17 le vittime del noto serial killer Donato Bilancia. La prima vittima fu il biscazziere Giorgio Centanaro, ucciso il Il 16 ottobre 1997. Fu lo stesso Donato Bilancia ad autoaccusarsi in seguito dell'omicidio, e raccontando come si svolsero i fatti, tuttavia il delitto venne archiviato come morte per cause naturali. Dopo questo crimine, l'uomo non si è più fermato. Ecco le altre vittime:

  • Il 24 ottobre assassinò nella loro casa di Genova il biscazziere Maurizio Parenti e la moglie Carla Scotto.
  • Il 27 ottobre uccise, ancora a Genova, i coniugi Bruno Solari e Maria Luigia Pitto, titolari di un'oreficeria.
  • Il 13 novembre, a Ventimiglia, uccise Luciano Marro, un cambiavalute.
  • Il 25 gennaio 1998 uccise a Genova Giangiorgio Canu, metronotte. Il movente: rancore verso le forze dell'ordine.
  • l 9 marzo 1998 a Varazze sparò a Stela Truya, prostituta albanese con cui s'era appartato. Fu la prima "signora della notte uccisa da colui che presto i giornali finirono per ribattezzare il "serial killer delle prostitute".
  • Il 18 marzo a Pietra Ligure assassinò con un colpo in testa la prostituta ucraina Ljudmyla Zubskova.
  • Il 24 marzo in una villa di Novi Ligure si appartò a bordo della sua Mercedes con Lorena. Le provocò una grave ferita all'addome, senza però riuscire a ucciderla. Allora dopo poco uccise due metronotte, Massimiliano Gualillo e Candido Randò, con un colpo di pistola alla testa. I due erano intervenuti ad aiutare la donna.
  • Il 29 marzo a Cogoleto assassinò un'altra prostituta, la nigeriana Tessy Adodo. Si trattò della svolta delle indagini, in quanto lo si ricollegò a quello di Stela Truya. Era stata infatti riconosciuta l'unicità dell'arma che aveva fatto fuoco.
  • Il 12 aprile, sull'Intercity La Spezia-Venezia, scassinò la porta del bagno del vagone e uccise Elisabetta Zoppetti, infermiera milanese dell'Istituto Nazionale dei Tumori di ritorno da una vacanza a Lavagna. Fu il primo omicidio di quello che sarebbe stato soprannominato Il "mostro della Liguria".
  • Il 14 aprile tornò a uccidere una prostituta, Kristina Valla, di origine macedone.
  • Il 18 aprile tornò a colpire su un treno, sulla tratta Genova-Ventimiglia, assassinando la babysitter Maria Angela Rubino e masturbandosi sul suo cadavere.
  • Il 20 aprile nell'area di servizio Conioli Sud sull'autostrada Genova-Ventimiglia, nel comune di Arma di Taggia, si compì l'ultimo dei delitti di Bilancia. Rapinò e uccise il benzinaio Giuseppe Mileto perché questi si era rifiutato di fargli credito per un pieno di benzina.

Donato Bilancia: fidanzata, vita privata, laurea

Non si conosce molto della vita privata che aveva fatto Donato Bilancia prima e durante la sua attività criminale. Non sappiamo se avesse mai avuto o meno relazioni "normali", per così dire. Non sappiamo se aveva o meno mai avuto una fidanzata. In carcere provò a cambiare e a "redimersi". Studiò e, dopo il diploma, si era portato verso laurea triennale in turismo culturale.

La morte

A inizio dicembre 2020 nel carcere padovano scoppiò un focolaio di Covid 19 che contagiò detenuti e agenti. Bilancia fu l'unico per il quale si rese necessario il ricovero presso l'Azienda ospedaliera di Padova, nel reparto di pneumologia. Abbattuto per un rifiuto di un permesso premio, e imputando ai giudici il non aver compreso i suoi sforzi per cambiare, rifiutò le cure. Si lasciò dunque morire per non essere "più un problema per la società". Al momento del decesso aveva 69 anni di età.

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