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Sardegna, Ferragosto senza gli oligarchi russi: presenze diminuite dell’80%

Quasi azzerato l’afflusso degli oligarchi che prima delle sanzioni occidentali imposte a Mosca popolavano il mare e le coste a bordo dei loro yacht di lusso

15 Agosto 2022

Yacht, 2022

Yacht (Fonte Twitter @Area51cinqueuno)

Quella della Sardegna è una strana estate. Il turismo vola, Ferragosto ha fatto registrare il tutto esaurito, spiagge, locali e ristoranti sono pieni come ai bei tempi, quando per bere un drink non dovevi scostare la mascherina dalla bocca. Manca qualcosa, però. Ecco: non ci sono i russi. Nessun yacht attraccato in Costa smeralda, nessun oligarca avvistato al largo della costa, nessun visitatore con parecchi rubli in tasca e molta voglia di divertirsi. Le sanzioni occidentali imposte dai Paesi della Nato ai fedelissimi di Vladimir Putin non hanno cambiato solo la geopolitica internazionale, ma anche la geografia delle vacanze.

Sardegna, Ferragosto senza russi: che fine ha fatto il Dilbar?

“Quest’anno i russi sono spariti”, ha confermato Federalberghi Sardegna in una nota. “Nel 2019 valevano il 2,5% degli arrivi, con la pandemia si è andati al di sotto all’1%, tutto assorbito dai super ricchi, mentre nel 2022 il flusso si è praticamente azzerato. Fanno eccezione i cittadini con doppio passaporto, ma loro non passano dal sistema alberghiero: si tratta di oligarchi proprietari di ville di lusso, soprattutto in Costa Smeralda”. All’orizzonte non si intravede neppure il Dilbar, il Cremlino acquatico, come veniva definita l’imbarcazione di lusso di Alisher Usmanov, uno degli uomini più influenti della Russia con un passato in Gazprom e un presente tra editoria, telefonia mobile e Internet. Nell’isola l’arrivo di quel gingillo galleggiante (500 milioni di euro chiavi in mano) certificava l’inizio dell’estate. Ma quest’anno non si è visto. È scomparso insieme alla rete di relazioni e sfarzo che è stata smantellata dai veti occidentali.

Niente passeggiate nella piazzetta di Porto Cervo

I pochi russi che sono arrivati in Sardegna per le vacanze mantengono un basso profilo. Restano nelle loro ville, non escono in mare, non passeggiano nella piazzetta di Porto Cervo col gin tonic in mano e il maglioncino sulle spalle. La forte flessione del mercato russo è stata confermata anche dai vertici del Forte Villlage, l’esclusivo resort di lusso di proprietà dei fratelli ceceni Musa e Mavlit Bazhaev che negli anni è diventato un tempio del potere degli oligarchi. “Quest’anno abbiamo registrato un calo dell’80% delle presenze russe”, ha detto all’edizione locale dell’Ansa l’amministratore delegato del Forte, Lorenzo Giannuzzi. Ma la Sardegna non vive di sola Russia. “Siamo riusciti a compensare la mancanza del mercato russo con risultati che sono andati ben oltre le aspettative», ha aggiunto Giannuzzi. «Abbiamo registrato una sensibile crescita dei nostri mercati tradizionali e di quelli emergenti, che storicamente coprivano una percentuale meno consistente, in particolare Usa e Medio Oriente”.

di Filippo Merli

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