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Giudice del lavoro: "Il vaccino non impedisce il contagio". Sospende il giudizio e trasmette gli atti alla Corte Costituzionale

“I fatti dimostrano che la vaccinazione obbligatoria non impedisce di contrarre il virus né impedisce che il lavoratore infetto contagi le persone con cui viene in contatto sul luogo di lavoro (omissis). L’imposizione al lavoratore dell’obbligo vaccinale, non essendo idonea a preservare la salute degli altri, non sembra conforme all’Art. 32 Cost.”

Di Alfredo Tocchi

22 Giugno 2022

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Vaccino (fonte foto Lapresse)

Con un’ordinanza memorabile di dieci pagine, il Dottor Roberto Beghini, Giudice del Tribunale di Padova, Sezione Lavoro, ha disposto (i) la sospensione di un giudizio tra un lavoratore impiegato in una struttura sociosanitaria (e come tale obbligato alla vaccinazione) e la Fondazione datrice di lavoro e (ii) l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
“I fatti dimostrano che la vaccinazione obbligatoria non impedisce di contrarre il virus né impedisce che il lavoratore infetto contagi le persone con cui viene in contatto sul luogo di lavoro (omissis). L’imposizione al lavoratore dell’obbligo vaccinale, non essendo idonea a preservare la salute degli altri, non sembra conforme all’Art. 32 Cost.”.

La motivazione è un esempio di buon senso, di cultura giuridica e di conoscenza dei dati relativi all’efficacia effettiva della vaccinazione. Cito i dati ufficiali svizzeri: “La protezione dall’infezione sintomatica con Omicron scende a circa il 10% 5 mesi dopo l’immunizzazione di base con Comirnaty®”. https://www.infovac.ch/it/vaccinationi/per-le-malattie/coronavirus-covid-19#dp-covid-19: In questo contesto fattuale manca completamente il presupposto fondamentale della tutela della salute collettiva, che – secondo l’interpretazione di alcuni – giustifica l’imposizione a carico del singolo.

Occorre dare atto del coraggio del Dottor Roberto Beghini: in questi due anni e mezzo la Magistratura è stata la grande assente. Nessuna indagine sull’origine della pandemia, nessuna indagine sulla violazione dei diritti umani e costituzionali, rari provvedimenti a favore di soggetti palesemente discriminati da norme liberticide.

Ora la parola alla Consulta. Se, come temo, arrampicandosi sugli specchi dichiarerà in linea con la Costituzione i famigerati decreti vaccinali, troverà conferma quanto molti autorevoli giuristi (in primis il Professor Ugo Mattei) dicono da tempo, cioè che nel nostro Paese è saltato l’equilibrio tra i poteri e l’esecutivo ha ridotto il legislativo e il giudiziario alla mera funzione di ratifica dei propri atti.

Se la decisione – al contrario - fosse una declaratoria di incostituzionalità, significherebbe che in Italia, nonostante tutti i molteplici segni contrari, esiste ancora una forma degradata di separazione dei poteri.
La fiducia nella magistratura è ai minimi storici. Se i Giudici della Consulta non intendono passare alla storia come miserabili traditori della Costituzione, alzino la testa e inizino a tutelare i diritti dei loro concittadini.

di Alfredo Tocchi

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