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Franco Battiato, un anno fa la morte: cosa ci resta di lui

Il "Maestro", così come veniva chiamato, ha sperimentato generi musicali diversi, oltre a essere stato fonte di ispirazione per molti colleghi più giovani

18 Maggio 2022

Franco Battiato

Oggi, mercoledì 18 maggio 2022, ricorre il primo anniversario della morte di Franco Battiato, un artista che ha segnato la storia della musica italiana a lungo e ricordato ancora oggi dai più giovani. Lui rappresenta un orgoglio per la Sicilia ed è per questo che Catania ha deciso di rendergli omaggio intitolandogli il tratto che va da Piazza Europa a Piazza Mancini Battaglia in una cerimonia prevista domenica 22 maggio, in cui sarà svelata la targa che riporta il suo nome. È stato organizzato per l'occasione anche un concerto tenuto dal Coro Lirico Siciliano, in cui sarà possibile ascoltare alcuni dei suoi brani più celebri.

Anche Raiuno ha deciso di ricordarlo trasmettendo il docu-film "Il coraggio di essere Franco" questa sera in prima serata. Attraverso la voce narrante di Alessandro Preziosi, si cercherà di fare un ritratto del cantautore, grazie anche alla testimonianza di chi lo ha conosciuto.

Franco Battiato, un anno fa la morte

Canzoni come "Centro di gravità permanente", "La cura" e "Cuccurucucu" sono considerate pietre miliari della musica italiana e hanno permesso a Franco Battiato di essere considerato uno degli artisti più amati. Del resto, a parlare per lui ci sono oltre 50 anni di carriera, in cui lui non si è fatto apprezzare esclusivamente come autore, ma anche per la capacità di spaziare tra generi differenti in modo tale da catturare l'interesse di una platea sempre più ampia.

Definirlo esclusivamente un musicista sarebbe comunque riduttivo. Anzi, erano proprio i suoi tanti interessi (amava la filosofia, la meditazione e l'esoterismo) che lo hanno portato a non essere mai uguale a se stesso.

Nel suo percorso artistico lui può vantare anche un record non da poco: è stato il primo in Italia a inserire nella musica rock il sintetizzatore, che poteva creare un effetto a cui nessuno aveva pensato prima. Gli anni '70 e '80 sono stati certamente il suo periodo più fertile, coincisi con alcune delle sue pubblicazioni più note e amate, quali "Fetus" (1971), "Pollution" (1972), "Sulle corde di Aries" (1973), "Clic" (1974) e "Gladiator" (1975).

Non sono mancate anche le collaborazioni cinematografiche. È lui, ad esempio, a realizzare la colonna sonora di "Benvenuto Cellini - Una vita scellerata". È stato chiamato "Maestro" perché i suoi brani sono stati pubblicati in tutto il mondo, oltre a essere stati fonte di ispirazione per molti, anche colleghi più giovani.

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