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Covid-19 origine, torna l'ipotesi laboratorio. Secondo l'Oms "non è da escludere"

Il biologo Tedros Adhanom Ghebreyesus invita a esaminare tutte le ipotesi. Si chiede ancora collaborazione alle autorità cinesi

14 Ottobre 2021

Laboratorio

Fonte: Unsplash

Si continuano a cercare le origini del Covid, anche a due anni di distanza dall'inizio della pandemia. Un nuovo team organizzato dall'organizzazione mondiale della sanità si recherà presto a Wuhan, epicentro della pandemia da Coronavirus. Le istituzioni cinesi si sono dimostrate collaborative sulle prime fasi ma avrebbero trattenuto informazioni fondamentali per rintracciare le origini del virus. Per questo motivo il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanon Ghebreyesus conferma di stare continuando a "esaminare tutte le ipotesi", anche quella della fuga del virus da uno dei laboratori cinesi. Intanto nella Repubblica Popolare Cinese il governo centrale si prepara ad analizzare milioni di campioni di sangue a Wuhan. Si tratta di campioni risalenti a prima dell'inizio della pandemia che sono stati archiviati senza accesso. Potrebbero rivelare svolte clamorose nel processo di identificazione delle origini del virus.

Covid-19 origine, secondo l'Oms l'ipotesi laboratorio è possibile

Servono nuove indagini. Non si esclude l'opzione laboratorio. Sono questi i punti cardine dell'opinione del numero uno dell'Oms. Il biologo etipoe Tedros Adhanom Ghebreyesus avrebbe infatti rilasciato un'intervista con dichiarazioni che non lasciano spazio all'immaginazione. "Tutte le ipotesi devono continuare a essere esaminate", ha raccontato Ghebreyesus, "da quella della trasmissione animale a quella della fuoriuscita dal laboratorio, la quale non è ancora stata categoricamente esclusa". Non si esclude dunque anche a due anni di distanza dall'inizio della pandemia l'ipotesi che alcuni scienziati cinesi siano stati responsabili della fuga letale che ha contagiato il mondo.

Per capire cosa è successo nella Repubblica Popolare, però, servono ancora risposte. Ecco così che l'oms ha creato un nuovo gruppo di esperti che sarà mandato in Cina per cercare di fare luce su quanto successo a Wuhan alla fine del 2019. Tra bat caverne e complotti fatalistici, il gruppo di esperti avrà il compito di fare fronte alle possibili epidemie future raccogliendo materiale sensibile. 

Covid, origine, il capo dell'Oms accusato di favoritismi con la Cina

Le dichiarazioni di Tedros sembrano dare speranza alla scienza che cerca risposte e verità. Ma la situazione è più complessa di quello che sembra. Il direttore generale dell'Oms è stato infatti criticato aspramente negli Stati Uniti per la sua vicinanza alla Cina. Sia dall'amministrazione Trump, sia da quella Biden. Il motivo di tanto astio è legato alla prima spedizione del gruppo di esperti Oms in Cina, che secondo le autorità statunitense avrebbe peccato di troppa accondiscendenza nei confronti delle autorità di Pechino. Durante quella visita infatti, poco o niente si è riusciti a scoprire sull'origine del Covid, e anzi si era dato per assodato che la fuga da laboratorio non fosse un'opzione realistica. Complice di questo risultato sarebbe stato il fatto che gli scienziati non avevano avuto accesso ad archivi e informazioni rilevanti, tenute nascoste dal governo della Rpc. 

Negli ultimi mesi sono state però moltissime le prove eclatanti da studi di scienziati internazionali che puntano il dito su una possibile fuga di laboratorio. Il motivo per cui Pechino non accetta questa opzione è chiaro ai più. E il fatto che adesso anche Tedros non chiuda la porta a questa possibilità è un grande passo in avanti rispetto alla prima spedizione.

Origini del Covid, dalla Cina migliaia di campioni di sangue da analizzare

Intanto Pechino corre ai ripari. E mostra la sua proattività con un'operazione di analisi senza precedenti. La svolta nell'indagine sull'origine del Covid potrebbe infatti arrivare proprio dal paese accusato di averlo diffuso. Le autorità cinesi hanno dichiarato che esamineranno 200mila campioni di sangue prelevati nella città di Wuhan. I campioni sono risalenti a ben prima dell'inizio ufficiale della pandemia. Si tratta di fiale rinvenute negli ultimi mesi del 2019, quando il Covid era considerato alla stregue di una forte influenza. 

I campioni sono conservati al Wuhan Blood Center, l'archivio su cui il drappello di scienziati appuntato dall'Oms non è riuscito a mettere le mani. Il materiale conservato nei campioni è però vicino alla scadenza, e il vaso di pandora di dati sensibili che contiene potrebbe dunque essere rivelato al mondo. Per il momento però, Pechino tiene l'Oms ben lontana da quello che i campioni di sangue potrebbero rivelare, e collaborerà solamente a stretto contatto con l'Istituto di virologia di Wuhan. Come dire, i panni sporchi, si lavano in casa di Xi. 

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