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Ikea, lavoratori senza Green Pass costretti a mangiare fuori seduti per terra: è polemica

L'immagine dei lavoratori costretti a mangiare seduti a terra sta sconvolgendo l'opinione pubblica

23 Agosto 2021

Ikea, Green pass al lavoro senza eccezioni: in decine costretti a pranzare fuori

Fonte: Facebook (SiCobas)

Scandalo Ikea, dove il dogma del Green pass per le mense aziendali non ammette eccezioni per i lavoratori: sono decine i i dipendenti costretti a mangiare fuori perché sprovvisti di certificazione verde, seduti per terra. Una vera e propria contraddizione di termini, dato che gli stessi lavoratori sono presenti tutto il giorno in uno spazio chiuso insieme ai colleghi che la certificazione ce l'hanno.

Con la circolare ministeriale che stabilisce l’obbligo di Green pass nelle mense, che precisa il già condannato Dpcm del 6 agosto, chi non ha il passaporto vaccinale non può consumare cibo all’interno dei magazzini Ikea di Le Mose a Piacenza. E così, secondo quanto riportato dal quotidiano locale 'Libertà' e come evidenzia la foto pubblicata, i dipendenti si organizzano come possono, accampati negli spazi esterni, per terra o su sedie di fortuna in pausa pranzo.

Ikea, lavoratori senza Green Pass costretti a mangiare fuori seduti per terra: è polemica

Nel magazzino, raccontano i dipendenti al giornale locale, c’è divieto di sosta a consumare cibo in ognuno degli spazi aziendali, comprese le aree break, per chi non è in possesso del Green pass. Si può prendere il caffè ma non rimanendo fermi, neppure ad esempio per consumare una merendina velocemente, nell'area break.

"Il ministero impone il Green pass nei luoghi dove c’è somministrazione, e l’azienda ha esteso l’interpretazione in maniera restrittiva, poi ha ridotto l’orario di ingresso in mensa, prima di tre ore, dalle 11 alle 14, ora di un’ora, dalle 12 alle 13", spiega Salvatore Buono che per la Cisl segue il settore logistico che afferma che "per ora, politica sbandierata del lavoratore al centro di tutto, come valore aggiunto, perde un po’ di senso".

Meno della metà dei lavoratori presenti è vaccinato, e non necessariamente perché siano degli accaniti no-vax. Molti, per esempio, sono di origine straniera e sono poco informati, o spesso meno propensi alla prenotazione del vaccino. Subito è esplosa la polemica tra i sindacati, che ora chiedono di portare un camper vaccinale fuori dell’impianto che è adibito a magazzino e punto di ritiro. Ma non solo. Con la mensa Ikea che serve quotidianamente 120 pasti al giorno, spiega Buono, "per chi non ha il Green pass chiediamo una tensostruttura per far mangiare le persone in modo più dignitoso". Una scelta obbligata, sarebbe da dire, in un periodo dove il sole cocente o la pioggia improvvisa potrebbero certo arrecare più danni alla salute del rischio di contrarre il virus in pochi minuti di pausa pranzo al chiuso.

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