18 Marzo 2026
Pippo Franco
Il provvedimento del Tribunale giudiziario di Roma, arrivato dopo 5 anni dall'epoca dei fatti, ha previsto il rinvio a giudizio del comico Pippo Franco, di sua moglie Maria Piera Bassino e del figlio Gabriele. Coinvolte anche altre 15 persone fra cui vi è anche il medico di base, Natale Cirino Aveni, accusato di non essersi piegati al Green Pass, e di aver inserito dati falsificati nel sistema sanitario della Regione Lazio per attestare vaccinazioni mai effettuate. Agli imputati si contesta il reato di "falso in atto pubblico" per l'utilizzo di tali certificazioni vaccinali false al fine di ottenere il documento che consentiva la libera circolazione in sicurezza all'epoca della pandemia.
L’indagine, condotta dai carabinieri del NAS, è partita da una presunta discrepanza tra le dosi di vaccino dichiarate e quelle effettivamente disponibili nello studio medico situato ai Colli Albani. Da qui sarebbe emerso un sistema che consentiva a soggetti non vaccinati di ottenere comunque la certificazione. In particolare, tra il 29 luglio e il 19 agosto 2021, il medico – secondo l’accusa, in accordo con il comico e i suoi familiari più stretti – avrebbe predisposto certificazioni fittizie, inserendo i relativi dati nel sistema sanitario regionale. Meccanismo che sarebbe stato utilizzato anche per il Green Pass rafforzato legato alla terza dose: il 20 gennaio 2022, sempre secondo la Procura, i tre avrebbero indotto in errore il personale della ASL sulla reale somministrazione delle prime due dosi.
Pippo Franco ha sempre respinto tutte le accuse, e durante un'intervista televisiva rilasciata all'epoca aveva ironicamente dichiarato "preferisco non rispondere, vi basti sapere che ho il Green Pass" a una domanda che gli era stata posta sul vaccino Covid, alludendo alle assurde regole e restrizioni della libertà personale che stavano caratterizzando il periodo pandemico. I legali della famiglia, gli avvocati Benedetto Stranieri e Paolo Gallinelli, hanno peraltro sottolineato che "non esiste prova alcuna a carico dell’attore e dei suoi familiari".
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