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Inferno di Jean Clair, alle Scuderie del Quirinale un elogio spudorato alla visione

Jean Clair ci trasporta nelle voragini infernali dello sguardo meduseo per poi uscire 'a riveder le stelle'. L'imponente mostra 'Inferno' alle Scuderie del Quirinale visitabile dal 15/10/21 – 09/01/2022

Di J.Muller

05 Dicembre 2021

Jean Clair nel suo celebre saggio su Medusa interpreta il mortifero sguardo dell’attrattivo e insieme repulsivo mostro femminile come l’espressione dell’impossibilità dell’uomo di contemplare il caos dell’esistente senza venirne congelato, paralizzato, per cui "non è più l’uomo a guardare la natura e ordinarla: è la natura in quanto radicalmente altra dall’uomo, a guardarlo e pietrificarlo, a trasformarlo in foglie, fronde, fiori, ghiaia, rocce" (Jean Clair, Medusa, Abscondita Edizioni, Milano 2013).

Jean Clair, 'Inferno': il percorso della mostra allestita alle Scuderie del Quirinale

Il senza fondo delle voragini agghiaccianti dello sguardo meduseo si fa metafora e quasi premessa necessaria al denso percorso dell’attesa e ambiziosa mostra ‘Inferno’, ideata dal celebre storico dell’arte e visitabile dal 15/10/21 – 09/01/2022 alle Scuderie del Quirinale a Roma.

Un omaggio senz’altro a Dante e alle celebrazioni del 700esimo, file rouge di numerose mostre e iniziative culturali che hanno attraversato la penisola italiana in questo 2021 che giunge ormai al termine. Ma, mentre nella maggior parte delle iniziative dedicate all’esule e Sommo Poeta predominava un intento didascalico e antologico, ‘Inferno’ di Jean Clair stupisce perché vi si legge un supremo omaggio alla visione, quindi al poeta visionario, alla fantasia, all’introspezione psicologica che scava negli abissi del corpo e della miseria dell’uomo.  

Più di 230 opere tra pitture, sculture, opere su carta da Beato Angelico, Botticelli, Bosch, Bruegel, Goya, Manet, Delacroix, Rodin, Cezanne, von Stuck, Balla, Dix, Taslitzky, Richter, Kiefer, ma anche accenni al teatro, al cinema e all’arte popolare, per un’esposizione che cattura in maniera prismatica l’immaginario costruito a partire dell’Inferno dantesco.
Le sale delle Scuderie si fanno ventre ideale per contenere le variegate opere che costellano il percorso sinusoidale che si snoda negli ampi spazi, a diverse altezze, il che trasforma (senza l’ausilio questa volta di realtà aumentata)  la visita in un’esperienza.

Di grande impatto è infatti già l’accesso alla prima sala della mostra. Dopo aver percorso la grande scalinata ci si trova immediatamente davanti una delle opere più significative: la Porta dell’Inferno di Auguste Rodin, al quale il grande artista francese incominciò a lavorare proprio nel mezzo del cammin della sua vita (dal 1880 al 1915).

L’imponente calco in gesso fagocita lo spazio mentre dialoga con la Caduta degli Angeli Ribelli di Andrea Commodi (1612-1614) : è l’ammassarsi tormentoso dei corpi, il loro confondersi, il caos delle linee e dei punti a trasportarci immediatamente all’inferno.

Varcata la soglia ci si appresta a confrontarsi con il mito dell’origine, la genesi dell’Inferno: l’antro della sibilla cumana, la ‘Bocca’ dell’Inferno e ovviamente Medusa con i suoi occhi senza fondo. Si ritorna poi alla Commedia e all’iconografia di Dante e Virgilio e gli eterni dannati: Myrtha, Paolo e Francesca, Il Conte Ugolino.

Il Male assume sembianze plurime al piano successivo, nel quale è indagata la figura di Lucifero e i suoi strali nella cultura artistica di stampo alto ma anche popolare.

Si arriva poi, dopo aver contemplato le sublime stampe di Odilon Redon, agli inferni in terra: la guerra, l’olocausto, la fabbrica e l’uomo macchina.  

Un percorso per certi versi ‘sfiancante’, che lascia senza fiato, che flette i sensi per esigere una riflessione profonda. Ma proprio quando si ha la sensazione tremenda del buio, quando si è avvolti dall’infimità dell’uomo e dalle tragedia della nostra storia più recente, ecco che la luce maestosa del cosmo si accende nell’ultima sala.

L’ampiezza di quel cielo vuoto ci rasserena e ci sembra infine di scoprire quello che dietro lo sguardo lacerante di Medusa si cela.

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