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Benedetto Croce

Gioielli nella libreria Bocca a Milano dal 29 Agosto al 25 Settembre

Gli artisti di cui vedremo le opere sono Renzo Bighetti, Ilario Cuoghi e Davide De Paoli

Di Alessandro Ubertazzi

20 Agosto 2021

Sotto la volta vetrata della Galleria di Milano, concepita dal Mengoni in onore a Vittorio Emanuele II, c’è una libreria importante in proporzione inversa a quanto essa è piccola.

Conosco la libreria Bocca da quando ero piccolo dato che mio padre, un professore di diritto internazionale, vi passava quasi quotidianamente perché, avendo lo studio in via Silvio Pellico, là trovava le più recenti e interessanti novità letterarie che gli venivano consigliate dal vecchio proprietario, un librario all’antica, di quelli che vendevano ciò che loro stessi avevano già letto!

Dopo tanti anni è il figlio Giorgio Lodetti che gestisce questo importante luogo culturale ora sempre più orientato a trattare l’arte più che la letteratura in senso stretto.

È proprio qui che, a partire dal 29 agosto e in coincidenza con il mitico salone del mobile di Milano (finalmente riaperto dopo mille legittime titubanze dovute all’implacabile pandemia che conosciamo), si tiene una piccola, sapiente esposizione di gioielli d’autore concepita e organizzata da Alessandra Quattordio. Vi si potranno vedere piccole opere di bravi artisti che, oltre alla loro consolidata attività di scultori, hanno ideato e realizzato bellissimi gioielli.

Badate bene, ho detto gioielli più che altro perché, altrimenti, non tutti avrebbero capito immediatamente che si tratta di oggetti di elevato contenuto artistico, finalizzati ad ornare qualche bella signora.

Negli anni in cui avevo la cattedra di Disegno Industriale alla facoltà di Architettura dell’ateneo di Firenze, tenevo anche un corso di progettazione del gioiello per il corso di laurea interfacoltà di Moda: qui ho avuto modo di approfondire il mio forte interesse per la progettualità al servizio della bellezza, degli accessori di abbigliamento come le borse, le scarpe, gli occhiali, eccetera.

In quegli anni mi è sembrato finalmente evidente che il mondo del gioiello presenta molteplici facce che corrispondono ai modi usati per produrre gli oggetti che occorrono per consentire alle persone di completare il loro progetto personale di immagine nelle varie circostanze nella vita.

Ci sono gioielli tradizionali che ricorrono quasi ritualmente nelle occasioni di festa, ci sono gioielli che occorrono per completare l’abbigliamento elegante nelle occasioni mondane, ci sono oggetti di affezione che ci accompagnano tutta la giornata, tutta la vita, che testimoniano la nostra devozione per qualche Santo o qualche Dio, per segnalare un’appartenenza, per ribadire una propria dimensione identitaria.

Ma soprattutto ci sono diversi modi non necessariamente pregiati per contribuire consapevolmente alla propria bellezza, per sottolineare il proprio fascino: personalmente chiamo gioielli quegli accessori d’abbigliamento che sono costituiti da materiali rari e o particolarmente preziosi, chiamo monili tutti gli altri che svolgono lo stesso compito ornamentale puntando sulla originale pregevole fattura ovvero sulla gradevolezza della materia.

In questo senso poi vi sono gioielli realizzati da abili orefici o argentieri e ci sono anche monili non meno preziosi concepiti da artigiani artisti ovvero ancora da veri e propri scultori. A differenza dei primi che fanno sfoggio delle più sofisticate tecnologie del settore orafo, questi secondi prescindono sostanzialmente dalle logiche del castone piuttosto che del bulino e del cesello per esprimersi in forma libera, secondo modalità scultoree, secondo pulsioni oggettivamente più artistiche che artigianali.

Gli artisti di cui vedremo le opere sono Renzo Bighetti, Ilario Cuoghi e Davide De Paoli. Grazie all’evento che si inaugura il 29 di Agosto e si conclude il 25 Settembre.

L’accurata cartella stampa di questo evento è stata stilata da Alessandra Quattordio.

Ilario Cuoghi (Castelmassa, Rovigo, 1936) dice di essere stato “attratto contemporaneamente sia dalla scultura che dal gioiello” grazie all’interesse per la lavorazione artistica che esegue personalmente nei diversi metalli, martellando ferro e ottone o cesellando oro e argento secondo una sensibilità informale che rimanda le opere dei fratelli Arnaldo e Giò Pomodoro. Dice inoltre ”considero sempre e comunque i gioielli piccole sculture da indossare”.

Renzo Bighetti (Levanto, La Spezia 1945) giunge alla realizzazione dei gioielli per estensione della sua opera di scultore. Figlio di un raffinato ebanista, Bighetti ha appreso dal padre l’indole e le potenzialità espressive di tutti i materiali; avendo frequentato la facoltà di architettura del politecnico di Milano, da allora continua a cercare principalmente le forme perfette e le sostanze che raccontano il mare e il suo fascino. Le sue sculture maggiori sono i bronzi, il marmo, il legno, il ferro mentre i suoi monili sono spesso polimaterici: avorio, bosso, argento, oro, ferro, madreperla, corallo, ebano, osso e sassi raccolti sulla battigia del mare diventano pezzi unici da indossare.

 

Davide De Paoli (Milano, 1936) è uno scultore minimalista; attratto dalla tradizione costruttivista piega le sue materie (come il rame, l’ottone e il titanio) secondo logiche geometriche per ottenere vere e proprie sculture ovvero forme da portare su di sé. Per De Paoli gioiello e scultura stanno fra loro in un rapporto ambiguo: “l’ornamento assume una funzione…nel momento in cui viene indossato; la scultura invece vive di altre ragioni, è totemica e spesso vorrebbe inserirsi nell’architettura”.

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