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Barrile (Utilitalia): "Bisogna dialogare su un percorso che ci consenta di mantenere invariato il livello di investimenti, se non addirittura di farlo crescere"

La Direttrice Generale di Utilitalia è stata intervistata da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del Blue Book, la monografia completa dei dati del servizio idrico realizzata dalla Fondazione Utilitatis

20 Marzo 2026

Annamaria Barrile, Direttrice Generale di Utilitalia è stata intervistata da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del Blue Book, la monografia completa dei dati del servizio idrico, realizzato dalla Fondazione Utilitatis e promosso da Utilitalia, a cui hanno contribuito Enea, il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, l’Istituto Superiore di Sanità, le Autorità di bacino dei distretti idrografici, la Fondazione Cima e The European House – Ambrosetti.

Quali saranno le sfide nel comparto idrico integrato post PNRR?

Sicuramente la sfida del post PNRR è la mancanza di visibilità su quello che sarà la disponibilità di risorse per mantenere nell'ambito del settore idrico lo stesso livello di investimenti a cui siamo arrivati grazie al PNRR. Quindi certamente la prima sfida è quella di ragionare con gli interlocutori istituzionali su un percorso che ci consenta di mantenere invariato il livello di investimenti, se non addirittura di farlo crescere come sarebbe nelle nostre ambizioni a causa del cambiamento climatico. Peraltro, dovremo investire non solo su tecnologie ordinarie, come per esempio quella sulla resilienza delle reti contro le perdite di interconnessione, ma dovremmo investire anche su infrastrutture di raccolta della acqua piovana, poiché come è noto,  le precipitazioni si manifestano sempre più spesso in maniera estremamente concentrata, per poi mancare magari per intere settimane. È evidente che tutto questo richiede uno sforzo di sistema che non è solo uno sforzo imprenditoriale, è uno sforzo istituzionale e inevitabilmente deve trovare in una semplificazione della governance dell'idrico il suo snodo abilitante.

Che ruolo possono giocare gli strumenti innovativi, come ad esempio i certificati blu o il monitoraggio satellitare?

Sono elementi indispensabili. Il monitoraggio satellitare ormai è il must per avere accesso in qualunque comparto, figuriamoci uno così esposto alle intemperie. É il must per essere certi di avere tutte le informazioni necessarie per assumere delle decisioni e averle in tempo reale. I Certificati Blu sono sicuramente una frontiera importante per avviare, magari su base volontaristica, un percorso che ingaggi nel tempo soprattutto i maggiori consumatori di risorsa idrica in un percorso virtuoso di efficientamento dell'impiego dell'acqua.

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