22 Gennaio 2026
Alessandra Bruni, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enav è stata intervistata dal Il Giornale d'Italia in occasione dell'evento sul futuro dei trasporti. Il panel si è concentrato sul trasporto aereo e sulle nuove tecnologie utilizzabili, tra cui i SAF, l'elettrico e l'idrogeno.
Un commento sull'evento di oggi e sul ruolo dell'innovazione sostenibile, anche per quanto riguarda i SAF, l'elettrico e l'idrogeno?
Gli eventi come quello di oggi sono molto importanti perché riescono a fare il punto su dove siamo arrivati in materia di miglioramento della situazione del nostro ambiente e dove possiamo arrivare, cioè cosa possiamo fare per il futuro e per arrivare al risultato. Un ruolo determinante, specialmente per quanto riguarda la decarbonizzazione del trasporto aereo futuro è sicuramente svolto dall'utilizzo e l'implementazione dei SAF. Abbiamo anche un obbligo che deriva dalla Comunità europea, con il Regolamento che ha imposto, a partire dal 2025, l’implementazione delle benzine SAF, seppur inizialmente in percentuali ancora basse. Esiste però un primo obiettivo di implementazione fino al 70% e un eventuale secondo obiettivo al 35%.
È chiaro che occorre poi fare i conti con i costi, perché questo tipo di carburanti è molto costoso, così come lo è l’implementazione di macchine ad uso elettrico e a idrogeno. Nel trasporto aereo, tuttavia, questo percorso è particolarmente complesso: non sarà possibile modificare completamente un aeromobile per renderlo totalmente elettrico, ma solo intervenire su parti del motore, migliorandone le performance e riducendo l’impatto ambientale. Questi rappresentano comunque due pilastri sui quali, inevitabilmente, dobbiamo muoverci in prospettiva futura, per cercare di raggiungere gli obiettivi di miglioramento complessivo della situazione.
In vista dei target europei, quali sono secondo lei le sfide maggiori?
Le principali sfide sono proprio quelle di riuscire ad aumentare l’utilizzo di questi carburanti. Ce lo impone anche la normativa vigente, che prevede l’impiego di benzine sempre più sofisticate. Il problema, oggi, emerge chiaramente se confrontiamo l’obiettivo finale fissato dall’Unione europea con i livelli di utilizzo attuali: il percorso da compiere è, senza dubbio, impegnativo. Attualmente utilizziamo circa lo 0,5% di benzine sostenibili, mentre dovremo arrivare ad almeno il 35%, fino a un massimo del 70%. Dobbiamo quindi guardare al futuro con ottimismo, pur tenendo conto del tema dei costi, con cui inevitabilmente dobbiamo confrontarci.
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