15 Gennaio 2026
Enzo Corsello, Country Head Italy di Allianz, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione dell'Outlook 2026 di Allianz. Nel 2026 l’economia globale si prepara a entrare in una fase di crescita moderata ma sostenuta: secondo Allianz, il mondo “si piega, ma non si spezza”. Le politiche fiscali e monetarie più accomodanti, bilanci solidi del settore privato e fattori strutturali legati all’intelligenza artificiale sosterranno la crescita, mentre l’inflazione resterà disomogenea, alta negli Stati Uniti e in calo in altre aree. L’incertezza economica e politica rimane significativa, ma Allianz ritiene che il picco sia stato superato. Gli investitori, tuttavia, dovranno prestare attenzione a possibili episodi di volatilità legati alle elezioni di midterm negli USA o ai cambiamenti alla guida della Federal Reserve.
In fatto di investimenti l'Europa dove si posizionerà quest'anno nel 2026?
La nostra posizione rispetto al continente europeo è sicuramente molto positiva sia per gli investimenti azionari che per gli investimenti obbligazionari. Stiamo raccomandando di sovra pesare l'Europa in termini di mercati azionari a fronte di valutazioni interessanti di stimoli fiscali che dovrebbero, soprattutto per via del pacchetto di investimenti tedesco, supportare la crescita degli utili in Europa e grazie anche al fatto che l'Europa è in una condizione di sotto posizionamento e sotto detenzione da parte degli investitori internazionali che legittimano la prosecuzione della performance robusta già esibita in occasione del 2025. E l'Europa ci piace anche per quanto riguarda il mercato obbligazionario essenzialmente per la qualità delle società che sono parte degli indici obbligazionari soprattutto sul versante del credito per la robustezza dei bilanci delle società e rappresenta secondo noi un ottimo approdo per l'investitore, tra l'altro non ponendo quel problema di coprirsi dal rischio di cambio che rappresenta spesso un dilemma a fronte del dollaro, che da inizio 2025 ha cambiato traiettoria.
E invece se dobbiamo parlare di materie prime come vede il 2026?
L'ultimo semestre ha presentato dei trend assolutamente peculiari sul fronte delle materie prime perché è la prima volta da quando lavoro da oltre 30 anni sui mercati finanziari che vedo un andamento divergente tra prezzo del petrolio e prezzo dei metalli industriali che solitamente erano guidati all'unisono da un trend solido o meno solido di domanda aggregata mondiale. In questo momento il petrolio sconta una condizione di relativa debolezza legata a un eccesso di offerta che, a fronte degli avvenimenti in Venezuela e in Iran, rischia di essere ulteriormente esacerbata, mentre i metalli industriali scontano una domanda molto molto solida per la riconfigurazione delle catene produttive e per ragioni di tipo securitario che sta portando a una riconfigurazione delle scorte di metalli e materie prime critiche da parte dei principali attori dello scenario internazionale. La nostra posizione sui metalli industriali è estremamente positiva, sia attraverso esposizione diretta sia attraverso player quotati sui mercati azionari che operano nel settore dell'industria estrattiva. Resta chiave l'esposizione all'oro come stabilizzatore di portafoglio, pur in presenza di livelli di ipercomprato che nel brevissimo suggeriscono un atteggiamento di cautela.
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