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Lampugnale (Piccola Industria): "Nel '23 crescita fatturato e MOL di PMI campane; necessari investimenti in fase complicata di accesso al credito"

Il Giornale d'Italia ha intervistato Pasquale Lampugnale, Presidente regionale e vicepresidente nazionale di Piccola Industria Confindustria: "PMI necessitano incentivi agli investimenti e condizioni di accesso a credito facilitate"

25 Marzo 2024

Pasquale Lampugnale, Presidente regionale e vicepresidente nazionale di Piccola Industria Confindustria,  in occasione della presentazione del "Rapporto PMI Campania 2023", ha dichiarato a Il Giornale d'Italia: 

 “Il 2023 è lontano dal rimbalzo che c’è stato negli anni precedenti post-Covid, ma comunque è un andamento positivo. Le imprese che abbiamo intervistato nel rapporto PMI in Campania hanno registrato una crescita di fatturato e anche una crescita di MOL. Il tema all'inizio del 2024 è legato sostanzialmente alla crisi che c'è stata nell'innalzamento forte dei tassi di interesse. Quindi nel rapporto emerge molto chiaramente che le imprese hanno bisogno di sostegno agli investimenti in una fase complicata in cui l'accesso al credito pone qualche difficoltà. La politica monetaria della BCE ha innalzato tantissimo i tassi di interesse. Siamo passati dall’ 1,20 del 2022 al 5,50 del 2023 e questo chiaramente mette in difficoltà le imprese che devono investire per la transizione digitale e sostenibile. Da questo punto di vista noi riteniamo che c'è bisogno, da un lato, di sostegni, quindi di incentivi agli investimenti che però debbono essere resi strutturali e dall'altro delle condizioni di accesso al credito più facilitate, ad esempio attraverso la riforma del fondo di garanzia che è stata molto importante nel sostegno alla liquidità e agli investimenti, e poi di incentivi anche che vadano verso il rafforzamento patrimoniale: la legge di bilancio ha approvato l'ACE (Aiuto alla Crescita Economica, ndr) e questo è stato uno strumento molto importante che ha favorito la crescita del patrimonio dell'impresa e quindi l'accesso al credito”.

Cosa deve intendersi per investimenti strutturali?

 “Gli investimenti strutturali devono servire per pianificare al meglio gli investimenti. Se guardiamo la dinamica, gli investimenti in Italia sono passati dal 21% del 2021 al 10% del 2022 e ad un 4% che è stato fatto nella fine del 2023. Da questo punto di vista vedo che bisogna creare le condizioni affinché anche nel Mezzogiorno, ad esempio attraverso lo strumento della ZES unica, che è un grande strumento di politica industriale, gli incentivi devono essere pianificati per più anni. Abbiamo invece un credito d’imposta con limiti di 200mila euro che riteniamo possa essere abbassato per favorire le PMI, ma debba diventare strutturale affinché si possa ragionare in termini di medio e lungo periodo”.

Quale contributo dal PNRR?

“Il PNRR può dare un grande contributo sia alla riduzione dei divari nel Mezzogiorno d'Italia, ma anche, se attuato correttamente, per la crescita del PIL dello 0,6-0,7%. Da questo punto di vista ritengo che le imprese abbiano fatto la loro parte perché, se guardiamo i dati, vediamo come attraverso il credito d'imposta le imprese hanno raggiunto il 33% del target prefissato, molto più avanti rispetto alle opere pubbliche e ai servizi. E secondo me anche qui dobbiamo ragionare per mettere a terra il piano 5.0 che da un lato offre l'opportunità di andare verso una economia sempre più green, ma dall'altra anche di rinnovare e di rendere più competitive le nostre imprese. Noi abbiamo due obiettivi: migliorare la competitività del sistema industriale e aumentare la produttività al nostro Paese. Questi devono essere i due obiettivi principali verso i quali dobbiamo guardare”.  

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