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Ital Communications, Colotta: "Rapporto sulle fake news: per il 57% degli italiani l’informazione attuale genera confusione"

Domenico Colotta, co-founder di Ital Communications: "Dal rapporto con Censis emerge il ruolo fondamentale delle agenzie e dei professionisti dell'informazione, in grado di fornire notizie certificate". L'intervista a Il Giornale d'Italia

Di Giada Massironi

14 Luglio 2022

Domenico Colotta, presidente di Assocomunicatori e co-founder di Ital Communications, in un'intervista per Il Giornale d'Italia:

"Questo è il secondo rapporto che Ital Communications fa con Censis e parla della buona comunicazione dell’emergenza. Con questo termine ci riferiamo ai due fenomeni di portata mondiale inaspettati: la guerra e la pandemia. Il rapporto mette in evidenza tutte le fenomenologie che scaturiscono dalla comunicazione in un momento delicato come quello odierno, caratterizzato da questi due eventi. La comunicazione assume una funzione importante, non solo per la formazione delle coscienze, ma anche nelle azioni degli individui.

Il numero principale del rapporto sottolinea un’inaspettata domanda di informazione da parte degli italiani durante questi due anni di emergenza. Il 97,3% delle persone nel nostro Paese si è informata sia online che offline, svolgendo un ruolo attivo: ha contribuito alla circolazione e alla creazione delle informazioni. Per questo ci si chiede se sia una buona informazione quella messa in circolo dai social e dai fruitori stessi dell’informazione.

Come è stato già per la pandemia - durante la quale si è parlato di infodemia comunicativa - esaminando lo stato dell’arte, possiamo dire che circola una mole dell’informazione notevole e solo poche sono quelle maggiormente attendibili. Più che di corretta informazione, forse è giusto parlare di comunicazione di guerra, con il rischio che rasenti la propaganda. Lo si può vedere da Putin, che non parla mai di guerra, ma di "operazione militare straordinaria". Oggi si parla di comunicazione di guerra, con tutti i rischi che può determinare nella formazione dell’opinione pubblica e nelle future trattative di pace.

Dal punto di vista degli fruitori è emerso che per il 57% degli italiani l’informazione genera confusione, esattamente come creava ansia durante la pandemia.

Emerge un clima di disorientamento e un ruolo fondamentale delle agenzie di comunicazione che immettono in circolo notizie servendosi di fonti autorevoli e certificate garantendone l’affidabilità. Oggi, i professionisti delle agenzie di comunicazione, sono un vero e proprio baluardo alle fake news."

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