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Publicis Groupe, Di Fonzo: "Verso il consciousness advertising: contano più i valori delle persone che le esigenze dei consumatori"

Andrea Di Fonzo, CEO Publicis Media e Chief Media Officer di Publicis Groupe: "Investimenti pubblicitari, oggi ci teniamo a un livello flat con uno  0.6% di crescita. Sarà settembre a dare la percezione di quale sarà la chiusura del 2022"

Di Giada Massironi

05 Luglio 2022

Andrea Di Fonzo, CEO Publicis Media e Chief Media Officer di Publicis Groupe, ha spiegato a Il Giornale d'Italia

"Il mercato pubblicitario sta risentendo di quelli che sono i rapporti geopolitici attuali, in particolare dell’inflazione. Le aziende investitrici pubblicitarie si trovano ad affrontare un aumento delle materie prime, dei trasporti e dell’energia. Di conseguenza, anche gli investimenti risentono dell'effetto prodotto da tutti questi fattori.

Il primo quarter dell’anno è stato positivo. Nel secondo si è verificata una grande frenata e l’economia in generale ha rivisto le stime del PIL e della crescita a livello italiano e mondiale. Dal punto di vista degli investimenti, c’è un’incertezza su quello che sarà la seconda metà dell’anno. Oggi stiamo stimando oggi un andamento dell’anno sostanzialmente flat, con un piccolo segno positivo, parliamo di circa lo 0.6% di crescita. Si tratta comunque di una revisione, perdendo quasi 3 o 4 punti percentuali rispetto le nostre precedenti stime.

Qualche segnale positivo l’abbiamo visto nel mese di giugno, con l’ingresso di nuovi investitori e nuovi player che non esistevano sul mercato. Anche gli investitori tradizionali sono tornati a posizionarsi, prendendo le misure con quello che è l’andamento dell’economia e cercando di affrontarlo con maggiore freddezza rispetto alle incertezze legate al mondo dell’inflazione e a tutte le preoccupazioni relative alla guerra in Ucraina.

Parlando di investimenti pubblicitari, oggi ci teniamo a un livello flat. Per avere veramente la percezione di come chiuderà l’anno dobbiamo aspettare il completamento del terzo trimestre. Luglio e agosto sono storicamente i due mesi più leggeri dal punto di vista degli investimenti, sarà settembre a dare la percezione di quale sarà la chiusura del 2022.

In questo momento c'è una grande volatilità, nella prima metà dell’anno alcune industry sono state assenti, per poi tornare in maniera decisa. Penso al settore automotive, che dopo aver subito la crisi duranate la prima metà dell’anno, sta tornando a essere un investitore importante. Nel largo consumo, invece, si sta avendo qualche battuta d’arresto legata ai temi dell’inflazione. C'è una grande varietà delle industry e delle categorie impattate. Gli effetti che si verificheranno nel periodo tra settembre e dicembre rimangono un grosso punto di domanda.

Parlando dei progetti più innovativi del momento, Di Fonzo racconta: "La volontà odierna è quella di porre attenzione alle modalità di comunicazione, mi riferisco alla consciousness, ossia avere attenzione verso i valori percepiti dalle persone.

Stiamo lavorando con brand nazionali e internazionali per trasmettere messaggi pubblicitari di responsabilità sociale che abbraccino i principi diversity and inclusion, senza limitarsi al semplice e puro advertising. A Milano abbiamo appena partecipato il Pride, dove eravamo presenti con Tik Tok e con un’iniziativa di sensibilizzazione. L'obiettivo è portare un messaggio e comunicazione più vicina al senso dei cittadini e non tanto alle esigenze dei consumatori. É questo il vero cambiamento in atto: oggi si inizia a parlare di consciousness advertising".

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