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Unipol, Verdone: "I giovani ossessionati dalla ricerca di lavoro, un milione di expat negli ultimi dieci anni"

Vittorio Verdone, Direttore Corporate Communication e Media Relation Unipol Gruppo Spa: "PNRR e giovani: sciogliere le problematiche amministrative per attualizzare iniziative su istruzione, ricerca e digitalizzazione"

01 Luglio 2022

Vittorio Verdone, Direttore Corporate Communication e Media Relation Unipol Gruppo Spa, in occasione della 43esima edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo ha spiegato a Il Giornale d'Italia:

"É importantissimo avere relazioni costanti con coloro che raccontano il paese e le nostre attività. Quest’anno è particolare, abbiamo scelto un argomento attualissimo: il PNRR e cosa può dare ai giovani.  Bisogna fare in modo che questi stanziamenti di tantissimi miliardi vengano resi esecutivi con delle azioni, sperando che, dal punto di vista amministrativo, vengano sciolti i lacci per poter lanciare tutte le iniziative che sono state già delineate, sia a livello di istruzione, che di ricerca e di digitalizzazione del paese.

Abbiamo verificato che c’è una frattura di linguaggi, i giovani vanno ascoltati. Noi adulti comunichiamo in un modo, i giovani in un altro e lo dimostra anche il fatto che usino canali diversi di comunicazione. Una delle sfide grandi è quella dell’istruzione. Dalle ricerche che abbiamo fatto in questo campo, hanno lamentato che la scuola sia un po' antica, non riesce ancora ad affacciarsi nella società in modo più preparato. La scuola deve educare a diventare cittadini, ma anche ad introdurli nella sfera lavorativa.

Il problema principale dei giovani è il lavoro, la ricerca del lavoro, sono ossessionati da questo. Molti spariscono dall’Italia, negli ultimi 10 anni abbiamo avuto un milione di expat. Ma quanti sono i giovani?  Noi parliamo sempre dei giovani, ma in Italia tra i 18 e i 34 anni sono la metà dei paesi come Germania e Francia. Si possono aiutare le famiglie rispetto al problema della natalità.

La ricerca che abbiamo fatto va a chiedere ai giovani le aspettative, le paure e i timori delle difficoltà per entrare nel mondo del lavoro. Soprattutto, bisogna sollecitarli su quanto loro possono fare, è chiaro che gli adulti, le amministrazioni e il governo devono fare, ma occorre anche una consapevolezza da parte delle nuove generazioni rispetto a impegno e qualità; passare questo senso di responsabilità non è facile".

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