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NFP, Giuseppe La Spada: “L’arte è una scultura sociale, l’artista con le aziende può cambiare la società”

Giuseppe La Spada, artista progetto NFP a Il Giornale d’Italia: “L’idea del progetto NFP è di cristallizzare nella memoria quattro luoghi che stanno subendo i cambiamenti climatici. Mi ha fatto molto piacere collaborare con un partner che ha creduto nella possibilità di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso un’installazione artistica”

08 Giugno 2022

Giuseppe La Spada, artista progetto NFP a Il Giornale d’Italia: “Questo progetto nasce da una bellissima collaborazione tra un’azienda, un’agenzia e un artista proprio per sensibilizzare le persone sulle delle tematiche ambientali che sono importanti per la sopravvivenza. L’idea e il titolo del progetto fanno eco ad un fenomeno che è quello degli NFP, Non Fungible Places, quindi posti che non sono fungibili, interscambiabili e non sono sostituibili. L’idea è quindi quella di cristallizzare per sempre nella memoria delle persone quattro luoghi che stanno subendo i cambiamenti climatici. Per questo abbiamo scelto posti diversi nella nostra Italia il Ghiacciaio dei Forni che si trova in Valtellina, il fiume Po, il vulcano di Vulcano in Sicilia e la Laguna di Venezia, posti che nel nostro immaginario sono abbastanza riconoscibili, come un vulcano, il fiume più importante d’Italia, la Laguna di Venezia sempre sotto gli occhi di tutti e un ghiacciaio. Quindi sono essenzialmente acqua e aria che sono gli elementi più importanti per la nostra sopravvivenza a cui forse non facciamo mai molta attenzione. L’azienda si occupa di innovazione nel campo dell’energia e di sostenibilità per cui mi ha fatto molto piacere riuscire a collaborare con un partner che ha creduto nella possibilità di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso un’installazione artistica.”

“L’installazione artistica nel suo allestimento è creata da quattro totem che sono preceduta da questi elementi che creano un disturbo visivo forzatamente perché il desiderio è quello di far riavvicinare le persone alla natura. Per questo bisogna superare degli ostacoli che in qualche modo c fanno non vedere le cose così come essenzialmente sono, questa vicinanza per ricreare una nuova consapevolezza per gestire il mondo che verrà.”

“A me sta a cuore il ruolo dell’arte oggi, credo che moltissime produzioni che facciamo noi artisti e che poi vanno su Instagram sono esser stesse delle forme di inquinamento. Nessuno pensa che ogni volta che postiamo stiamo consumando dell’energia e quindi credo che da un parte bisogna avere un rigore selettivo, avendo la libertà totale di scegliere cosa postare e scrivere, quindi sulla qualità del contenuto. Dall’altra parte il senso del contenuto, per me l’arte è una scultura sociale, credo molto nell’interdisciplinarietà, l’artista in collaborazione con le aziende, con gli altri attori della società, può cambiare e plasmare la società, i nostri modi di essere e di vivere. Credo che sia il driver forte, con l’impatto, l’immagine, la sinestesia, la multidisciplinarietà, molte volte ha questa forza di creare questo engagment, però poi deve essere recepita per creare consapevolezza.”

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